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giovedì 9 gennaio 2014

Il ciambellone del mercoledì




Ieri era mercoledì, e il mercoledì è il giorno d’oro della mia nuova vita, quella dalla quale non mi sono ancora ripresa del tutto; quella che mi ha tolto d’amblais le mie otto ore filate, riducendomi la giornata a brandelli e costringendomi a elemosinare anche solo cinque minuti per buttare giù qualche idea. Di idee ne ho tre quaderni pieni, è il tempo per rielaborarle che ancora non è saltato fuori!

mercoledì 31 luglio 2013

Senso civico e spaghetti con le vongole


Ieri mattina sono scesa dalla vetta del Cucuzzolo con Michela per andare a ritirare il pesce ordinato lunedì pomeriggio… Si, perché chi l’ha detto che sui cucuzzoli si debba mangiare solo carne? Tanto più che i miei pescivendoli di fiducia vengono su da Fiuggi due volte a settimana. Che se vi capitasse mai per sbaglio di passare da quelle parti, io un giretto alla loro pescheria in via Capo i Prati S.S. 155 ve lo consiglio di tutto cuore (no, non mi hanno pagata per scrivere queste parole… secondo me neanche lo sanno che ho un blog!).

domenica 31 marzo 2013

Messico e Nuvole



Premessa. Venerdì sera è morto Enzo Jannacci (e se è per questo, mentre scrivo, SkyTg24 annuncia la morte di Franco Califano). Non posso dire di essere stata una sua fan sfegatata anche perché, ammettiamolo, non è che facesse molto “chic” avere la sua discografia completa in prima fila accanto allo stereo, però io Ho visto un re, Ci vuole orecchio, Messico e Nuvole e Vengo anch’io, no tu no le ho cantate a squarciagola per gran parte dell’adolescenza, e anche qualcosa di più.

giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: Torta Madame



Gradita, graditissima ospite del mio blog in occasione di Liberiamo una Ricetta, direttamente dalla Svizzera, la mia amica Antonella Lolli con la sua torta Madame. Lo vogliamo dire quante risate ci siamo fatte, a notte fonda, alla ricerca del “degno sostituto” della Branche originale?!

Torta Madame nasce o meglio vive il suo momento clou quando, appunto, Madame la propone per i compleanni e le merende dei propri figli e amichetti. Noi altre mamme, con un filo di “invidia” attendiamo questo momento da anni.
Oggi Madame mi fa dono di questa ricetta, tramandata da madre a figlia, da più di mezzo secolo, perché venga liberata nel web.


INGREDIENTI
1 vasetto di yogurt al cioccolato (tenere il vasetto per misurare gli ingredienti)
2 uova
1 vasetto di zucchero
1 pizzico di sale
½ vasetto di olio di girasole
2 vasetti di farina (in alternativa 1 vasetto di farina e 1 ½ di nocciole o mandorle tritate)
½ bustina di lievito in polvere
1 ½ di cioccolato fondente
7-8 barrette di cioccolato (Brancheoriginale, in alternativa barrette Novipiù o Kinder)


Mischiare lo yogurt al cioccolato con le uova, lo zucchero, sale e olio di girasole.
Setacciare la farina e il lievito e incorporare nell’impasto.
Aggiungere il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria o nel forno.
Spezzare le barrette di cioccolato in pezzetti da 3cm e incorporare il tutto.

Mettere l’impasto in uno stampo di 22 cm (madame gradisce la forma di fiore) e infornare a 180° (forno preriscaldato) per 40-50 minuti.

Spolverare con zucchero a velo o con altre decorazioni.


“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web".


Ci piacerebbe che questo momento di festa e condivisione fosse anche un'occasione di solidarietà. Per questo invitiamo tutti i partecipanti a donare l'equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che qui in Italia deve ricominciare da zero.
Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postare o anche online, attraverso Paypal. Qui tutte le info

Liberiamo una ricetta: Plum-cake alle nocciole



Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con i dolci, sia nel mangiarli che nel prepararli. Ciambelloni che non lievitavano, crostate con la frolla che sfrollava, per non parlare dei muffin con la cupoletta sulle ventitrè. Poi un bel giorno ho scoperto, così per puro caso, che per cuocere i dolci il forno deve essere impostato su statico e non su ventilato. E da allora le cose sono decisamente migliorate… No, ma dirlo prima?!

giovedì 10 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta 2013



E’ passato quasi un anno. E’ passato quasi un anno?!? Incredibilema vero.

Poco meno di un anno fa c’era molto fermento in rete (oops, non è la prima volta che uso questa espressione. Vuoi vedere che la rete sia un continuo evolversi di idee, di sinergie, di persone che si incontrano che si parlano e che danno vita a iniziative, progetti e collaborazioni?), e un manipolo di blogger, che inizialmente non si conoscevano tutte le une con le altre, hanno ideato e sviluppato in gran segreto e, alla fine, condiviso l’iniziativa a blog unificati nota ai più come “Liberiamo una ricetta”. 

venerdì 28 dicembre 2012

Post....Vigilia



Sempre sull’onda dell’ispirazione, ecco qui il post di Natale… diciamo proprio che più post di così non si potrebbe!

Proprio il 26 sera, in quel luogo di perdizione che altro non è il social network più amato dagli italiani, o per lo meno da me (facebook n.d.r.), mi si è fatto notare che (cito testuale): “ci hai allietato le bacheche con tutti quei post sulla cucina natalizia e poi non ci hai ragguagliato per una mazza sui risultati ottenuti. non si fa così! nono!”

Ah no?

martedì 23 ottobre 2012

Dieta non vuol dire digiuno



Sono a dieta, perennemente a dieta. Ma stavolta faccio sul serio, e lo dimostra il fatto che ho dato guerra, prima che ai chili di troppo, alla pigrizia. No, non mi sono  iscritta ad un corso intensivo si Zumba, anche se da Amazon ricevo continuamente insistenti inviti ad acquistare, in super offerta speciale, il CD, il DVD, il disco Wii, e tutto ciò che in nome del dio Zumba sia stato prodotto su questa terra.

sabato 20 ottobre 2012

Mi perdo e mi ritrovo



Ho pensato molto a quale sarebbe stato il post del ritorno. Fare un riassunto delle puntate precedenti mai andate in onda, mi pare un immorale strumento di tortura. Potrei tornare a scrivere fingendo di non avere mai smesso, ma la negazione dell’evidenza non mi pare una grande prova di maturità.

martedì 31 gennaio 2012

Liberiamo una ricetta: Il minestrone di Monica



Non ho fatto in tempo a pubblicare il post di stamattina, che ecco che è arrivata un’altra ricetta appena appena liberata “Il minestrone di Monica”. Io ho avuto la fortuna di assaggiarne una versione intermedia che già la diceva lunga sul risultato finale e, se è vero che nel week end le temperature non saliranno sopra lo 0, qualcosa mi dice che ci scalderemo con un bel minestrone caldo caldo…
Quando si parla di collaborazione, di solidarietà non posso certo mancare.
Non avendo un blog personale, mi son fatta ospitare da Chiara per raccontarvi la mia ricetta del cuore.
Adoro il minestrone, perfetto per questi giorni in cui non fa proprio caldo...
Quando ero piccola mi divertivo a prepararlo insieme a mia nonna, toscana, che considerava il minestrone una vera e propria arte.

Liberiamo una ricetta: I cestini di parmigiano



Il mio ultimo esperimento culinario è stato talmente catastrofico che ho deciso di consolarmi con un mio cavallo di battaglia. Tra l’altro la coccola è stata doppia, visto che è stata una delle prime ricette che mi ha insegnato la mamma.
La prima volta che li ho preparati fu in occasione di una delle tante cene che nei weekend organizzavamo con gli amici.
Mi mancano quelle cene: bisogna proprio ricominciare ad organizzarle di nuovo.

venerdì 18 novembre 2011

Un treno di auguri (86 di 365)



Il gran giorno è arrivato. Il tuo giorno è arrivato!

Otto anni fa ero appena nata mamma per la seconda volta. Nell’ospedale peggiore in cui mi sia mai trovata nella vita, è venuto fuori il mio secondo frugoletto.
No, Francesco non è mai stato un frugoletto. Nato di kg 3,950; kg 6,030 al controllo del primo mese; primo dentino spuntato a quattro mesi scarsi, Francesco non è decisamente mai stato un frugoletto. Ma tutt’oggi, a otto anni appena compiuti, è il più cucciolo dei miei figli.

martedì 3 maggio 2011

Fusi di tacchino(sauro) alla birra (50 di 365)


Sono un paio di volte (per fortuna non consecutive) che Zolle mi sommerge di cosce, sovracosce e sottocosce di tacchinosauro (per le dimensioni, non per l’età del pennuto).
Belle grosse e polpose.

Lì per lì, quando mi sono arrivate, non avendo la più pallida idea di come cucinarle, le ho prontamente collocate in freezer. Più o meno dove il rumeno del parcheggio a ore mi ha piazzato la macchina, quella volta che non avevo specificato che sarei tornata dopo un’oretta. Fortuna che non mi ha fatto pagare il sovraprezzo per averlo costretto a giocare al tetris, per ridarmela.

Dicevo, i coscionisauri giacevano in freezer da qualche settimana e oggi m’è presa la fantasia di prepararli per cena o, a dirla tutta, l’intenzione era di decomprimere il congelatore.

Dopo una rapida, rapidissima ricerca su google “fusi di tacchino ricette”, che mi ha permesso di trovare l’ingrediente segreto, ho eseguito la ricetta rigorosamente a modo mio.

Per quanto non mi piaccia farlo, ho tirato fuori i fusi dal freezer e li ho lasciati ammorbidire a temperatura ambiente.

Dopo averli puliti da qualche piumetta rimasta attaccata, li ho messi in una ciotola con carote tagliate a rondelle e una cipolla, tagliata a tocchetti, qualche rametto di rosmarino, una manciata di timo, sale grosso, un filo d’olio e mezza bottiglia di birra chiara.

Ho lasciato marinare la carne per un paio d’ore.

Ho foderato il fondo di una teglia con la carta forno e vi ho trasferito la carne, le verdure e un po’ più della metà del liquido della marinatura.

Ho impostato il termostato del forno a 200°, e arrivato alla temperatura di 140° ho infornato, in modalità ventilato

Dopo un’oretta scarsa ho aggiunto le patate tagliate a tocchetti e ho lasciato cuocere un’ulteriore mezz’oretta. E infine una decina di minuti in modalità grill con lo sportello del forno semichiuso.

Una vera bontà...

sabato 5 marzo 2011

Il Battesimo del Bento (34 di 365)


Ieri sera è arrivato il primo pacchetto contenente le mie Bentosità, acquistato su Amazon:
un libro di ricette in francese, ma molto ben comprensibile nelle descrizioni, e corredato di belle foto; 
un bento box a due piani con cintina;
un stampino per onigiri di riso cilindrici;
delle boccettine per salse a forma di pesce;
dei piccoli picks colorati;
un paio di posate
uno stampino per modellare l’uovo sodo a forma di stella
una stellina per tagliare formine di pane.

I pacchetti di Casa Bento spero proprio arrivino la prossima settimana.

Stamattina, prima che una telefonata stravolgesse tutti i miei programmi, mi sono messa all’opera nella realizzazione del mio primo bento.

Onigiri di Riso: Leggendo varie ricette sui siti “specializzati”, mi sono resa conto che per fare gli Onigiri è necessario il riso tipo originario. Chicco piccolo e tondo. Prima variante sul tema (ma da qualche parte ho letto che si poteva fare): ho usato il riso basmati. L’ho fatto lessare. L’ho scolato. Ho unito una manciatina di pisellini primavera precedentemente lessati in acqua. L’ho messo nel pressino e via in frigo. Una volta sformato nel piatto, l’ho cosparso di semi di sesamo tostati.

Mini cubi di pesce “rosa”: in un padellino ho fatto rosolare un cuore di nasello congelato con un filino d’olio, fino a che non l’ho sentito morbido e non ho visto una leggera crosticina. L’ho trasferito su un piattino e l’ho tagliato a tartare. Nello stesso padellino, ho fatto cuocere una cucchiaiata di salsa di pomodoro cui ho aggiunto dei pisellini lessati. Ho rimesso il pesce nel padellino, fino a che non ha assorbito tutto il pomodoro, colorandosi di rosa. Una volta freddato, ho modellato con le mani i mini cubetti.

Uovo sodo a stella: come indicato nelle istruzioni dello stampino, ho cotto l’uovo e l’ho sbucciato e, ancora bollente, l’ho inserito nello stampo a forma di stella e l’ho messo in frigorifero.

Il mio primo Bento Bruch prevedeva anche una manciata di cicoria ripassata, un arcobaleno di frutta di stagione (mele arance e kiwi… prima o poi arriveranno le pesche, le albococche, le ciliegie, il melone… basta con mele-arance-kiwi!!) e un biscottino Ringo.

Considerata la piega che ha preso la mattinata, mi ritengo fortunata per essere riuscita a consumare il mio bento alle 14.20, anche se su un piattino e non nel bento box.

Ad ogni modo, da questo primo esperimento ho tratto le seguenti considerazioni:
1. le porzioni sono solo apparentemente piccole, perché io mi son saziata benissimo, senza neanche aver mangiato la cicoria e la frutta
2. devo applicarmi maggiormente, perché come sfruttare al meglio il doppio livello del bento box è per me ancora un mistero! 

lunedì 28 febbraio 2011

Potere del WEB, ovvero Bento Time (32 di 365)



Una delle cose che trovo più belle e romantiche del web è la circolazione delle idee, la diffusione delle informazioni, la condivisione delle esperienze.

Ad esempio, se non avessi letto questo articolo di Silvia, molto probabilmente ancora adesso ignorerei l’esistenza dei bento box e il loro utilizzo.

Invece l’articolo l’ho letto; come accade 9 volte su 10 mi sono entusiasmata, ho bombardato la mia compagna di avventure di domande più o meno intelligenti (sto ancora pensando quale fosse la domanda intelligente!); ho aperto e chiuso il sito di Casa Bento una trentina di volte in 2 giorni. Ma alla fine ieri mattina ho concluso il mio primo ordine a scatola chiusa o meglio, a bento chiuso…

Già stamattina ho iniziato a pensare agli ennemila accessori che ho dimenticato di ordinare, primo tra tutti la scatolina magica, in grado di trasformare un banale uovo sodo in una deliziosa faccina di Winnie The Pooh. Quanto prima dovrò rimediare.

Adesso non mi resta altro che aspettare che mi venga consegnato il mio bel pacchetto, ma per ingannare il tempo ho già iniziato a spulciare il web (questa fonte inesauribile di informazioni) per studiare come si prepari un Bento.

Quel che mi è parso subito chiaro è che il Bento sia, primo fra tutti, una filosofia (come il 99% di tutto ciò che proviene dal Giappone), in grado di coniugare la necessità di nutrire il corpo appagando innanzi tutto lo spirito, attraverso lo sguardo. Non si avranno, quindi, 3 etti e mezzo di spaghetti ajo e ojo, né un quarto di bue alla scottadito, ma involtini, bocconcini, rotolini variamente decorati con spezie verdure intagliate e oggettini colorati.

A questa nobile e antica arte della preparazione e della presentazione dei cibi affido il mio bisogno di perdere qualche chiletto. Perché io le diete non riesco più a seguirle ma, mangiare poco e divertendomi, sicuramente riuscirò a farlo!

E ora che la teoria l’ho imparata per benino, non vedo l’ora di mettere tutto in pratica.

lunedì 6 dicembre 2010

Un tranquillo week end di dicembre


Il week end appena trascorso è stato pieno di attività… domestiche e culinarie.

L’evento principale è stato sicuramente l’arrivo della nuova lavastoviglie, accolta come una super star, che già ha iniziato a darci grandi soddisfazioni.

Non ci siamo fatti mancare le solite 4 ore passate tra uomini primitivi e moltiplicazioni a due cifre oltre alla grammatica italiana e la coniugazione dei verbi. Il tutto accompagnato dagli show della Briciola che, felice, si preparava per andare in cavanza, con tutti i bambolotti al seguito.

Abbiamo, ovviamente, sedato anche tre o quattro risse e sventato due o tre agguati ma, tutto sommato, siamo rimasti tutti illesi.

Il Calendario dell’Avvento ha svelato un simpatico adesivo, decorativo per la cameretta di Briciola, la cui parte centrale è una lavagna su cui si può scrivere e riscrivere tutte le volte che si vuole.

E poi, mi sono notevolmente dilettata in cucina.

Particolare successo hanno ottenuto le pizzette soffici, realizzate seguendo la ricetta che mi ha passato la mia amica Lu (la fonte è un ricettario Bimby). Molto semplice ma di grande effetto.



Condivido la ricetta (rielaborata per chi il Bimby non ce l’ha).

Ingredienti
250 g mozzarella a temperatura ambiente
250 g farina
25 g lievito di birra
60 g acqua calda
40 g olio d'oliva
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
pomodorini di pachino
origano

Procedimento
Frullare la mozzarella con il lievito.
Aggiungere farina, sale, zucchero, acqua, olio  e impastare.
Lasciare lievitare (basta anche solo una mezz’ora, anche se io l’ho lasciata un po’ di più).
Preriscaldare il forno a 170°
Formare delle palline e adagiarle sulla placca ricoperta con carta da forno. Schiacciarle e condire con abbondante origano, sale e olio. Mettere al centro mezzo pomodorino.
Infornare per 15-20 minuti.

Noi ci abbiamo fatto merenda, e sono sparite in 5 minuti.

Più ostico il tema verdure. Ad ogni modo ho preparato 4 splendide ricettine con gli ingredienti di Zolle.

  • Pasta con cavolfiori e pomodori
  • Arrosto di manzo
  • Sformato di cavolfiori e indivia
  • Minestra di riso e indivia


Anche queste molto semplici da realizzare ma molto gustose. Sarà che io ho una passione per i cavolfiori... Diciamo che io ho una passione per le verdure in generale! 

Lo dico subito, i miei figli non hanno fatto il triplo salto carpiato, con il sorriso a 28 denti stampato sui loro volti. Ma almeno hanno provato nuovi sapori.

Ecco la ricetta di riso e indivia


Ingredienti
Una cipolla
Una carota viola (di cui, a breve, vi racconterò dettagliatamente)
Mezzo cespo di indivia
Pomodori san marzano
Riso biodinamico semilavorato

Procedimento
Tritare finemente la cipolla e la carota
Soffriggere con olio e poca acqua
Quando il battuto sarà ammorbidito, ma non colorito, aggiungere i pomodori, precedentemente sbollentati e sbucciati, tagliati a pezzetti.
Far asciugare l’acqua dei pomodori e aggiungere le foglie di indivia, ben sciacquate e spezzettate.
Far asciugare anche l’acqua della verdura. Aggiungere un paio di bicchieri d’acqua e il sale.
Alla ripresa del bollore, aggiungere il riso e far cuocere lentamente.
A fine cottura, il riso deve risultare morbido ma non particolarmente brodoso.

E da oggi, iniziamo a preparare le decorazioni di Natale.
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