domenica 18 dicembre 2011

Più libri più liberi - c’ero anche quest’anno (89 di 365)



Ci sono andata. Anche quest’anno. Vincendo il fastidio di ritrovarmi sola in mezzo a millemila persone. D’altra parte ognuno ha i suoi limiti, e io sono ben lungi dal considerarmene priva!
Ad ogni modo, un’influenza semi fulminante ha colto all’improvviso la mia compagna di mille avventure più o meno culturali e, a meno di 12 ore dall’evento, ho messaggiato le fatidiche parole “io però andrei lo stesso”… conoscendomi, il condizionale era d’obbligo.

venerdì 2 dicembre 2011

Sospesa (88 di 365)



In questi ultimi giorni ho vissuto sospesa. Sospesa, nell’attesa che oggi arrivasse, mi travolgesse e passasse via, per i prossimi 365 giorni.
Quest’anno ho iniziato per tempo a prepararmi a vivere oggi. Ho sospeso qualsiasi altra attività; non ho neanche partecipato allo swap di Natale, organizzato dalle amiche del forum; ho persino rimandato la stesura della seconda parte del viaggio per il compleanno di Francesco.

martedì 22 novembre 2011

Un viaggio di festa (87 di 365)



Io sono fatta così. Quando vivo grandi eventi, forti emozioni e momenti speciali, ci metto un po’ a tornare in me e a convogliare ricordi, profumi, sensazioni in discorsi di senso compiuto. E quello appena trascorso è stato un week end molto particolare in cui si sono concentrati un’infinità di avvenimenti.

Primo tra tutti il compleanno di Francesco, in onore del quale abbiamo fatto tutto il resto.

La cena dai nonni, con gli zii e le cuginette. Il dolce preparato dalla mamma (un successone!). I regali, e il regalo. Quello importante. Quello ricevuto da Tommaso che, per più di un anno, ha messo da parte monetina dopo monetina, paghette, soldini del topino, mance extra e anche qualche cresta, per potersi comprare non so quale gioco (sicuramente uno che difficilmente avrebbe ottenuto da noi) e che invece, alla fine, ha scelto di spendere per comprare un Nintendo DS al fratello.

venerdì 18 novembre 2011

Un treno di auguri (86 di 365)



Il gran giorno è arrivato. Il tuo giorno è arrivato!

Otto anni fa ero appena nata mamma per la seconda volta. Nell’ospedale peggiore in cui mi sia mai trovata nella vita, è venuto fuori il mio secondo frugoletto.
No, Francesco non è mai stato un frugoletto. Nato di kg 3,950; kg 6,030 al controllo del primo mese; primo dentino spuntato a quattro mesi scarsi, Francesco non è decisamente mai stato un frugoletto. Ma tutt’oggi, a otto anni appena compiuti, è il più cucciolo dei miei figli.

venerdì 11 novembre 2011

#2eurox10leggi: Blogging day (85di 365)



Se qualcuno ancora si stupisce di quanto siano forti e reali le relazioni virtuali, vuol dire che non ha proprio presente quanto il mondo sia andato avanti.
Proprio in rete, in particolare sui social, sono nate le migliori iniziative degli ultimi tempi. Ricordiamo se non ora quando, #donnexdonne alla ricerca delle buone prassi al femminile; le varie campagne a blog uniti, da la scuola che vorrei a se lo ami legalo; per non parlare di come la rete sia stata fondamentale per “affrontare e gestire” gli ultimi disastri meteorologici, che hanno messo in ginocchio mezza penisola.

Oggi è una giornata molto molto particolare: 11/11/11 e non perché sia prevista la fine del mondo, ma perché oggi è il blogging day del #2eurox10leggi. L’idea è nata da un gruppo di blogger, nei giorni in cui Diego della Valle, da solo, si è comprato pagine intere sui maggiori quotidiani italiani, per esprimere la propria indignazione contro certa politica (no, mi sa che ce l’aveva proprio con la politica a 360°). 
Appurato che nessuna delle blogger in questione avesse la possibilità di acquistare da sola un’intera pagina di un quotidiano, manco quello locale di quartiere (ma quanto costano gli spazi pubblicitari?!?! Dovremo lavorare anche su questo…), le donne hanno deciso di fare fronte comune, di unire le forze, le teste e le risorse economiche per acquistare una pagina di un giornale dalla quale chiedere, a gran voce, di dare voce alle donne. Chiedere 10 leggi che possano migliorare la vita personale e professionale delle donne e, di conseguenza, della società tutta.

Io sto alla politica come il diavolo sta all’acqua santa, ma qui non è questione di politica. Qui c’è in ballo la nostra vita, il nostro futuro e la nostra dignità, oltre alla responsabilità di consegnare ai nostri figli, la forza di domani, un Paese in cui sia possibile e auspicabile vivere, in due parole un Paese civile!

Sono una donna, sono una mamma, sono stata una lavoratrice dipendente penalizzata dalla scelta di aver anteposto la mia famiglia a tutto il resto. Ho dei figli, di cui una femmina. Ho amiche, alcune con figli ed altre senza. Il mio impegno oggi è per loro, per noi.

A chi continua a nascondersi dietro un qui è tutto uno sfacelo, è inutile sforzarsi tanto non cambierà mai niente, chiedo di fermarsi a riflettere che il disfattismo non è proprio quello di cui la nostra Italia ha bisogno, grazie!

Fino a questa mattina non ero sicura se sarei stata in grado di onorare questo appuntamento. In queste settimane ho seguito in silenzio l’evolversi del progetto, non sono stata un interlocutore attivo, non ho partecipato ai tam tam iniziali. Poi però, nel momento in cui ho cliccato la conferma per la prenotazione delle mie quote, è scattato l’interruttore: si, oggi ci sarei stata anche io!

Queste sono le leggi che le #donne vogliono chiedere ed ottenere. Ce ne sono alcune che mi stanno particolarmente a cuore, altre che voglio capire meglio.











La strada per raggiungere l’obiettivo è ancora lunga, ma uniti (perché sono partite le #donne, ma camminano anche gli uomini) ce la possiamo fare!

sabato 5 novembre 2011

Tutti giù per terra (84 di 365)


Un appuntamento solo rimandato!!


Adesso vi spiego per benino come rovinarsi un bel week end lungo e anche qualcosa di più.

Per prima cosa occorre guardarsi allo specchio e gioire dei risultati ormai visibili di una dieta ferrea (ferrea?) seguita per mesi. Attendere qualche minuto fino a ché non si sia sicuri di essere stati colpiti dal senso della vanità.
Recatevi in camera da letto e prendete dall’armadio quel vestito, quello con cui sembravate sempre in procinto di partorire, anche dopo tre anni dall’ultimo lietoevento e che, invece, solo due giorni prima vi ha procurato millemila gridolini di ammirazione e approvazione da parte di altrettante millemila amichemamme, nel cortile della scuola. Abbinate a cotal vestito un bel paio di stivali neri con tacco 3 o 4 cm.

domenica 30 ottobre 2011

Un sabato spatzliale (83 di 365)



Un paio di settimane fa siamo stati a cena da Francesca, che ci aveva preparato dei deliziosi spinat spatzle. Adesso faccio la splendida che sa addirittura come si scrive sta pietanza impronunciabile, ma fino a quindici giorni fa non sapevo neanche che esistessero gli spatzle!

Un po’ per far compagnia alla padrona di casa, un po’ perché assolutamente incuriosita dal primo piatto della nostra cena, ho seguito Francesca in cucina. E ho potuto seguire passo passo le fasi di preparazione degli spatzle. Allora ho visto Francesca che versava una pastella sostenuta in una scatolina “a slitta” che scorre su una particolare grattugia a fori larghi (in alto a sinistra nel collage, tanto per intenderci). Il movimento a scorrimento su questa grattugia faceva cadere (tagliandoli), direttamente nella pentola, gocce di impasto che son diventati, in pochi minuti, degli gnocchettini irregolari che possono poi essere conditi nei modi più svariati.
Per noi lo chef aveva scelto un condimento di panna e speck.
Ne ho mangiati due mega piattoni, alla faccia della dieta! chiacchierando amabilmente e trascorrendo una piacevolissima serata.

Tornare a casa e mettermi a cercare informazioni più dettagliate su questo piatto tipico della Germania meridionale, dell’Alsazia e del Tirolo (Wikipedia recita Germania meridionale, Tirolo, Alsazia, Svizzera , Alto Adige e Trentino) è stato un tutt’uno. E allora ho scoperto che l’impasto si ottiene con farina, uova e acqua e che deve risultare un po’ morbido, a metà tra la pastella e la colla. Ho trovato anche dettagliatissime istruzioni sull’utilizzo dello strumento, ma quella fase l’avevo vista di persona.

Il passo successivo è stato acquistare on line l’ordigno magico. E così mi sono anche riappacificata con ebay, più o meno, ma questa è un’altra storia!

E ieri l’abbiamo inaugurato.

Ho preparato il ragù a modo mio (ma senza salsiccia e senza vino… se dieta deve essere che dieta sia!) e l’impasto degli spatzle con:
250 gr di farina 00
100 gr acqua
3 uova
1 cucchiaio d’olio
1 presa di noce moscata
sale

Io ho usato il bimby, ad ogni modo è sufficiente versare in una ciotola la farina, il sale, l’olio e la noce moscata. Mescolare le uova con l’acqua e amalgamare bene con l’ausilio di una frusta, fino a che l’impasto non faccia le bolle.
Versare un paio di cucchiai di pastella nello strumento direttamente sopra la pentola e attendere pochi minuti che gli gnocchetti vengano a galla.
Raccoglierli con una schiumarola a rete fitta e trasferirli nel saltapasta con il condimento.

I miei figli che, ultimamente, son diventate boccucce difficili, se li sono divorati nello spazio di un buonappetito!
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