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domenica 18 dicembre 2011

Più libri più liberi - c’ero anche quest’anno (89 di 365)



Ci sono andata. Anche quest’anno. Vincendo il fastidio di ritrovarmi sola in mezzo a millemila persone. D’altra parte ognuno ha i suoi limiti, e io sono ben lungi dal considerarmene priva!
Ad ogni modo, un’influenza semi fulminante ha colto all’improvviso la mia compagna di mille avventure più o meno culturali e, a meno di 12 ore dall’evento, ho messaggiato le fatidiche parole “io però andrei lo stesso”… conoscendomi, il condizionale era d’obbligo.

venerdì 15 aprile 2011

Un viaggio speciale (46 di 365)


Non l’avevo mai fatto… Un piccolo viaggio senza la mia famiglia (se si escludono le trasferte in ospedale per le pratiche“nascita”) , non l’avevo mai fatto.

Venerdì scorso all’ora di pranzo, ho caricato quella che è stata definita la mia “torpedo blu” e, dopo aver temuto di aver fatto fuori il fusibile della freccia di destra, che continuava a lampeggiare nonostante io manovrassi la leva… dei tergicristalli, sono partita alla volta dell’uscita autostradale di Orte, dove avevo appuntamento con la mia amica Bianca, che ringrazio di cuore per avermi portato con sé, perché sicuramente questo viaggio da sola non l’avrei fatto.

Dopo un viaggio di 4 ore fatto di risate a crepapelle fino alle lacrime, siamo arrivate a Rimini.

E’ stato come tornare indietro di 20 anni, quando andavo a dormire a casa delle compagne del cuore. L’unica differenza è che stavolta, a 380Km di distanza, c’erano le 4 persone più importanti della mia vita che, alla sera, avevano nostalgia di me! E il mio grazie va mio marito che, nonostante trascorrere un intero week end solo con tre bimbi sia un pochino faticoso, non ha minimamente ostacolato il mio desiderio di partire.

Ma, al di là del piacere di “staccare la spina” e di passare un paio di giorni con le mie Amiche, e farmi il taglio e la piega migliore degli ultimi 10 anni, che ci sono andata a fare a Rimini?

In effetti non avevo scritto nulla in proposito quasi per scaramanzia, per la serie: fino a che non parto e ritorno non ci credo che sia possibile.
Ebbene si. Io che al momento del concepimento ho dimenticato di mettere in valigia la vena artistica e creativa; io che mi metti in mano un paio di ferri da calza e io ti ci organizzo un barbecue allo spiedo in quattro e quattr’otto; io che mi dai un pezzo di feltro e te lo uso come zerbino; io, proprio io, ho preso parte alla fiera Mondo Creativo che si è svolta a Bologna, per l’appunto la scorsa settimana, dall’8 al 10 aprile.

E l’evento nell’evento è stato il Raduno delle Blogger Creative… io l’ho detto, non sono creativa (tanto non se ne è accorto nessuno) però ci sono andata lo stesso! E ho avuto modo di conoscere persone nuove, di rivedere qualcuno già incontrato e rinforzare vecchie amicizie. E’ stata anche l’occasione di incontrare e rincontrare le amiche del forum, diciamo una sorta di miniraduno.

Compito principale delle Blogger Creative, scelte per l’occasione, era quello raccontare e documentare la fiera in tempo reale. Ed ecco che all’opera c’erano le “nostre” Mammafelice e Speedy Creativa. E poi c’erano A mouse on a table, Barbydea, BimBumBeta, Chiara Consiglia, Coccole di Fimo e Roberta Filava Filava, che per tre giorni non ha fatto che coordinare creative reali ed occasionali nella realizzazione di spille in lana d’Abruzzo, che sarebbero state poi devolute in beneficienza.

Invece Bianca e io abbiamo girato in lungo e in largo il padiglione 35. Ci siamo aggirate tra gli oltre 200 stand. Avrei comprato di tutto. Avrei voluto imparare a fare di tutto. Dai felt food, ai patchwork, al decoupage. Sono stata anche ad un passo dall’acquistare la fatidica Big Shot. Ma poi il realismo e la razionalità hanno avuto la meglio… ma mai dire mai!

Non paghe delle oltre sette ore trascorse in fiera, la sera ci siamo trattenute a Bologna per una cenetta tutti insieme, in un ristorante-pizzeria in zona fiera.

Domenica mattina, nonostante il fallimentare tentativo di svegliarci presto (avevo persino puntato la sveglia. Ma chi mi conosce sa che non è una novità che io non senta la sveglia), per pranzo eravamo nuovamente in quel paese dei Balocchi per chi sappia cosa farci con un ago e filo in mano!

Un ultimo giro tra gli stand. Qualche altro acquisto, ma niente Big Shot. Un’ultima chiacchiera con le nostre amiche, e intorno alle quattro del pomeriggio, abbiamo fatto ritorno a casa, ovviamente, tra le risate a crepapelle, anche se ci siamo portate via un leggero velo di tristezza per un’avventura durata forse troppo poco… ma c’è sempre l’edizione invernale di novembre, no?

Nonostante il dispiacere per aver sciolto il nostro gruppetto, è stato bellissimo rientrare in casa ed essere cinta da tre paia di piccole, tenere braccia.


Lo so: è passata quasi una settimana, e io per tutto questo tempo non ho scritto una riga al riguardo. E’ che io sono tornata a casa domenica scorsa, ma il mio cuore è arrivato giusto stamattina. Fino a ieri, a vedere le foto taggate qua e là su Facebook, mi prendeva una stretta proprio qui…

lunedì 28 febbraio 2011

Ci sono andata! (30 di 365)


Come ho avuto modo di accennare ieri sera su Facebook l’ho visto, c’ho parlato e sa che esisto!!

Ieri pomeriggio, accompagnata da un cavaliere di eccezione, sono andata allo FNAC di Porta di Roma dove, per le 18.00, era in programma l’incontro-tour di Luca Madonia che, per me, è stata la rivelazione del Sanremo appena terminato.

Credo di averne già ascoltato qualcosa in passato, e l’ho apprezzato molto. Poi però, come spesso accade da quando lo Zecchino d’Oro è diventato la colonna sonora della mia vita, mi sono caramente dimenticata di Madonia, di Mario Venuti, di Vecchioni etc etc. Ma avendo avuto modo di ascoltare molto attentamente tutto il festival, ho potuto apprezzarne lo stile veramente molto english, nei testi e nella musica.

Arrivati da FNAC, non abbiamo trovato una locandina, un avviso, un foglietto che confermasse l’evento… Anzi, all’ingresso c’era un totem che pubblicizzava l’incontro con Patty Pravo, avvenuto tre giorni prima, tanto che ho persino avuto il dubbio di aver letto male la data su Facebook.

Il mio piccolo cavaliere ed io abbiamo iniziato a girovagare per il negozio con assoluta nonchalance, fino a che non me lo sono visto passare ad un passo, cellulare all’orecchio, e non ho trovato la piccola saletta allestita per gli eventi di questo genere.

Abbiamo subito trovato due sedie libere nella quarta ed ultima fila, a tre metri dal palchetto. Intorno a noi ci saranno state una ventina di persone. Con un ritardo di circa mezz’ora sono arrivati gli addetti ai lavori e il gradito ospite.

Certo che dal vivo è tutta un’altra cosa! Bella scoperta, vero?

E' magro un chiodo!!! Meno pallido ed emaciato di quanto sia apparso in televisione. Divertente. Simpatico. Soprattutto ha sopportato un'intervista che, diciamocelo, Silvia ed io avremmo fatto100.000 volte meglio!!
Però ragazzi, che voce!!!

Dell’intervista non mi ricordo neanche una domanda né la relativa risposta, ma mi son portata a casa il ricordo di un piacevole pomeriggio, trascorso in compagnia di un primogenito emozionato per il suo primo momento di celebrità con “uno che è stato in tv”.

Finito l’incontro, naturalmente, gli si è formato intorno un capannello per saluti ed autografi. Noi, invece, ci siamo allontanati con malcelata disinvoltura tanto che ad ogni passo verso l’uscita mi ripetevo “ma quando mi ricapita?”. Alla fine mi son decisa e siamo tornati indietro.
Ero talmente tanto preparata all’evento che non solo ho cambiato borsa, ma ho addirittura lasciato a casa l’agenda ed il taccuino. Così l’autografo me lo sono fatto lasciare sul retro di un mio biglietto da visita. E in quel frangente ho benedetto il momento in cui abbiamo deciso di lasciare un lato bianco nei biglietti da visita!

giovedì 10 febbraio 2011

Di incontri e di amicizie (24 di 365)


Se è vero che, come ho scritto, siamo arrivati quassù per via del torneo di scacchi, è altrettanto vero che ho accettato di buon grado di venire fin qui perché questo avrebbe significato poter incontrare di persona personalmente alcune amiche, fino ad oggi, solo virtuali.
Domenica scorsa ho conosciuto Barbara e Patrizia, e relativi consorti e prole. Avremmo potuto essere anche di più ma impegni pregressi, lontananza e simili, alla fine nessun’altra è riuscita ad unirsi a noi. Ah bé, sarà per la prossima volta!
Il luogo prescelto è stato l’agriturismo La Lepre Bianca, a due passi dal centro abitato di Renazzo, molto vicino a Cento. E questo mi ha agevolato notevolmente nel momento in cui ho dovuto accompagnare Papà al torneo. Dico solo che sono andata via poco prima che venisse servito il secondo, e son tornata che non si era ancora freddato del tutto.
E’ stato bellissimo ritrovarci tutte là, e dare un volto e una voce a coloro che, per mesi, hanno allietato i miei momenti di relax (e non solo!).
Anche i bambini hanno socializzato in un batter d’occhio e, complice una fantastica casetta sull’albero, sembrava si conoscessero da sempre.
Le bimbe, tre piccole paperotte, dopo un’iniziale fase di studio reciproco, si sono lanciate in giochi e chiacchiericci tutti al femminile.
E così quattro ore son volate via in un soffio e, senza neanche rendercene conto, siamo arrivati al momento dei saluti. Ma quanto sarebbe bello poter organizzare questi incontri periodicamente!
Ma il mio friend tour non è mica finito domenica!
Martedì è stata la volta di Padova, per un te con biscottini tra amiche di vecchia data. C’erano Patrizia con i bimbi, Bianca con Francy e naturalmente la padrona di casa con i suoi cucciolotti.
Abbiamo trascorso due ore a chiacchierare amabilmente, mentre i bambini davano libero sfogo alla fantasia...
Peccato che quasi per tutto il viaggio di ritorno ci abbia accompagnato, senza lasciarci praticamente mai, un banco di nebbia di serie A. Ho guidato per oltre 80 km senza vedere ad un palmo di naso. Su un’autostrada che mai avevo percorso prima. Che dire? Son felice di poterlo raccontare ridendo. E sono ancora più felice di essere riuscita a mascherare il mio terrore ai bambini.
Questa nebbia ha messo decisamente un freno ai miei programmi festaioli in tempi di torneo. Avevo intenzione di effettuare un’ulteriore gita a Padova, per andare a trovare una carissima amica della mamma (e mia) ma, se andrò, lo farò in treno.
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