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mercoledì 30 gennaio 2013

Prove tecniche di mobile blogging


Per la prima volta ho deciso di non portare il pc in vacanza con me. Un pezzetto della copertina di Linus è rimasto a casa.
Quale occasione migliore per sperimentare il mobile blogging, ovvero l'app per android?

Partire è un po’ morire?



No! Fare le valigie è morire, del tutto. 
Scegliere cosa portare e cosa lasciare. Un’operazione a dir poco devastante. Come se lasciare un maglione o un paio di scarpe fosse una questione di vita o di morte o, peggio, alto tradimento!

giovedì 27 ottobre 2011

Tè e crochet (81 di 365)



Di solito quando si dice “oggi esco, perché vado a trovare un’amica”, lontano che si vada è dall’altro capo della città, tutt’al più ci si spinge fino ai Castelli Romani (se si è di queste parti).

Anche io sono andata a trovare un’amica sabato scorso, che inaugurava il suo ufficio, ma ho attraversato un paio di Regioni prima di arrivare a destinazione.

E non sono stata mica l’unica! C'erano Anna (partita con me da Roma), Sara, Chiara, Patrizia, Francesca ed Ester. Ci siamo ritrovate lì, alla stazione di Bologna e, dopo una breve corsa in taxi, abbiamo finalmente varcato la porta dell’Ufficio (e che ufficio!).

venerdì 15 aprile 2011

Un viaggio speciale (46 di 365)


Non l’avevo mai fatto… Un piccolo viaggio senza la mia famiglia (se si escludono le trasferte in ospedale per le pratiche“nascita”) , non l’avevo mai fatto.

Venerdì scorso all’ora di pranzo, ho caricato quella che è stata definita la mia “torpedo blu” e, dopo aver temuto di aver fatto fuori il fusibile della freccia di destra, che continuava a lampeggiare nonostante io manovrassi la leva… dei tergicristalli, sono partita alla volta dell’uscita autostradale di Orte, dove avevo appuntamento con la mia amica Bianca, che ringrazio di cuore per avermi portato con sé, perché sicuramente questo viaggio da sola non l’avrei fatto.

Dopo un viaggio di 4 ore fatto di risate a crepapelle fino alle lacrime, siamo arrivate a Rimini.

E’ stato come tornare indietro di 20 anni, quando andavo a dormire a casa delle compagne del cuore. L’unica differenza è che stavolta, a 380Km di distanza, c’erano le 4 persone più importanti della mia vita che, alla sera, avevano nostalgia di me! E il mio grazie va mio marito che, nonostante trascorrere un intero week end solo con tre bimbi sia un pochino faticoso, non ha minimamente ostacolato il mio desiderio di partire.

Ma, al di là del piacere di “staccare la spina” e di passare un paio di giorni con le mie Amiche, e farmi il taglio e la piega migliore degli ultimi 10 anni, che ci sono andata a fare a Rimini?

In effetti non avevo scritto nulla in proposito quasi per scaramanzia, per la serie: fino a che non parto e ritorno non ci credo che sia possibile.
Ebbene si. Io che al momento del concepimento ho dimenticato di mettere in valigia la vena artistica e creativa; io che mi metti in mano un paio di ferri da calza e io ti ci organizzo un barbecue allo spiedo in quattro e quattr’otto; io che mi dai un pezzo di feltro e te lo uso come zerbino; io, proprio io, ho preso parte alla fiera Mondo Creativo che si è svolta a Bologna, per l’appunto la scorsa settimana, dall’8 al 10 aprile.

E l’evento nell’evento è stato il Raduno delle Blogger Creative… io l’ho detto, non sono creativa (tanto non se ne è accorto nessuno) però ci sono andata lo stesso! E ho avuto modo di conoscere persone nuove, di rivedere qualcuno già incontrato e rinforzare vecchie amicizie. E’ stata anche l’occasione di incontrare e rincontrare le amiche del forum, diciamo una sorta di miniraduno.

Compito principale delle Blogger Creative, scelte per l’occasione, era quello raccontare e documentare la fiera in tempo reale. Ed ecco che all’opera c’erano le “nostre” Mammafelice e Speedy Creativa. E poi c’erano A mouse on a table, Barbydea, BimBumBeta, Chiara Consiglia, Coccole di Fimo e Roberta Filava Filava, che per tre giorni non ha fatto che coordinare creative reali ed occasionali nella realizzazione di spille in lana d’Abruzzo, che sarebbero state poi devolute in beneficienza.

Invece Bianca e io abbiamo girato in lungo e in largo il padiglione 35. Ci siamo aggirate tra gli oltre 200 stand. Avrei comprato di tutto. Avrei voluto imparare a fare di tutto. Dai felt food, ai patchwork, al decoupage. Sono stata anche ad un passo dall’acquistare la fatidica Big Shot. Ma poi il realismo e la razionalità hanno avuto la meglio… ma mai dire mai!

Non paghe delle oltre sette ore trascorse in fiera, la sera ci siamo trattenute a Bologna per una cenetta tutti insieme, in un ristorante-pizzeria in zona fiera.

Domenica mattina, nonostante il fallimentare tentativo di svegliarci presto (avevo persino puntato la sveglia. Ma chi mi conosce sa che non è una novità che io non senta la sveglia), per pranzo eravamo nuovamente in quel paese dei Balocchi per chi sappia cosa farci con un ago e filo in mano!

Un ultimo giro tra gli stand. Qualche altro acquisto, ma niente Big Shot. Un’ultima chiacchiera con le nostre amiche, e intorno alle quattro del pomeriggio, abbiamo fatto ritorno a casa, ovviamente, tra le risate a crepapelle, anche se ci siamo portate via un leggero velo di tristezza per un’avventura durata forse troppo poco… ma c’è sempre l’edizione invernale di novembre, no?

Nonostante il dispiacere per aver sciolto il nostro gruppetto, è stato bellissimo rientrare in casa ed essere cinta da tre paia di piccole, tenere braccia.


Lo so: è passata quasi una settimana, e io per tutto questo tempo non ho scritto una riga al riguardo. E’ che io sono tornata a casa domenica scorsa, ma il mio cuore è arrivato giusto stamattina. Fino a ieri, a vedere le foto taggate qua e là su Facebook, mi prendeva una stretta proprio qui…

lunedì 21 febbraio 2011

Last day and back home (27 di 365)



Non è un caso che io non sia riuscita a scrivere nulla sulla fine della vacanza e sul nostro rientro avvenuto, ormai, una settimana fa. Il fatto è che ho dovuto aspettare che anche il mio cuore tornasse a casa.

Sabato scorso è stato l’ultimo giorno di vacanza e abbiamo proprio deciso di viverlo alla grande.

Appena fatto colazione, siamo saliti in macchina, destinazione Parma.

Dopo aver vagato una ventina di minuti cercando la Certosa, mi sono decisa ad impostare il navigatore che ci ha fedelmente condotti in centro città (ma siamo sicuri che la certosa sia in centro? Mah!), in una piazzeta quasi interamente dominata da un parco giochi e da un ristorante-pizzeria “La Certosa”. No, non era proprio quella, la nostra meta.

Gira e rigira siamo arrivati a quella che da lontano ci sembrava la Certosa, ma nessuna via d’ingresso. Alla fine l’illuminazione. Vuoi vedere che è stata “incamerata” nella zona militare? Abbiamo suonato, ci siamo fatti identificare e abbiamo avuto la conferma alle nostre intuizioni.

Unici visitatori, siamo stati accompagnati in un piccolo tour della Certosa e dei suoi giardini.

Un po’ provati per l’estenuante ricerca nella terra parmense, siamo partiti alla volta di Modena, seconda tappa che si è rivelata più divertente di ogni aspettativa.

Tanto per cominciare, essendo arrivati in piena ora di pranzo, ci siamo fatti consigliare da un edicolante del centro un ristorantino, possibilmente tipico, in cui poter pranzare. E’ stato così che 100 metri più avanti abbiamo scoperto il ristorante Da Enzo, situato al primo piano di uno stabile, in quello che poteva essere un appartamento signorile.

Cito il menu solo per memoria storica:
  • Tortellini (rigorosamente in brodo di cappone)
  • Tris di carni all’aceto balsamico. Filetto di manzo, coniglio e vitella completamente ricoperti da una salsa densa di aceto balsamico. Semplicemente divini
  • Cotoletta panata e cotechino al vapore con purè, per i bambini

Subito dopo pranzo siamo andati in piazza XX Settembre (immagino fossimo in pieno centro) dove era attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio.

Presa da improvvisa nostalgia dell’età adolescenziale e fingendo di voler aiutare i miei bimbi, mi sono infilata anche io un paio di pattini e… sorpresa! La pista è stata realizzata in ghiaccio sintetico, quindi ecologico.

E quanto ci siamo divertiti!

Prima di rientrare alla base, giretto d’obbligo in Piazza Grande con visitina agli stand della sagra del Cioccolato e piccola razzia nella bottega della pasta all’uovo: 2,600 kg di tortellini fatti a mano.

Domenica, viaggio di ritorno.

Mentre ci lasciavamo l’hotel alle spalle, non sono riuscita a trattenere le lacrime. 

giovedì 3 febbraio 2011

Attesa (19 di 365)


Sono in partenza. 
E ci sono grandi aspettative per questo piccolo viaggio. Ma tutto è ancora avvolto nella nube della sorpresa e delle aspettative. E la mia vena creativa, bramosa di descrivere sensazioni e ed emozioni, è come paralizzata in attesa che gli eventi si svolgano, ora dopo ora, così come sono stati programmati. Fortuna che di programmato ci sia ben poco, perché a me piace da matti l’effetto sorpresa.

Quando ero ragazzina, in occasione di un evento, l’attesa mi era insopportabile. 
Crescendo, ho imparato ad ingannare l’attesa dormendo, per far passare più in fretta il tempo. Diventando adulta ho imparato a nascondere la mia impazienza, il mio non star più nella pelle. 

A volte penso che sia un po’ una fregatura questa storia dell’età adulta…    
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