L’adolescenza
inizia con il primo test di gravidanza positivo.
Ovviamente non mi riferisco alle trasformazioni fisiche dei nostri figli per
quanto, giuro, hanno un ché di traumatico (anche
e soprattutto) per noi genitori.
Io sono mesi che vado rievocando i tempi in cui ti-cambiavo-il-pannolino, ti-mettevo-sul-seggiolone, ti-portavo-sempre-con-me-nel-marsupio etc etc.
Io sono mesi che vado rievocando i tempi in cui ti-cambiavo-il-pannolino, ti-mettevo-sul-seggiolone, ti-portavo-sempre-con-me-nel-marsupio etc etc.
Anche se arriverà e ti travolgerà come il più violento degli
tsunami, l’adolescenza è un appuntamento
(non annullabile e non procrastinabile) al quale non si può arrivare
impreparati. Più che altro bisogna aver preparato il terreno, sin dalla più
tenera età. E il terreno si prepara con il
dialogo e l’esempio.
Se da una parte è fisiologico (e normalissimo) che un figlio
adolescente inizi a difendere a spada tratta la propria privacy, mostrando segni di insofferenza già alla seconda domanda riguardante
la sua giornata e le “sue cose”, dall’altra non si può pretendere di instaurare un dialogo con lui e di non essere
tagliati fuori dalla sua vita, se in passato non lo abbiamo mai coinvolto nella
nostra.

.jpg)




