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venerdì 6 giugno 2014

Per chi suona la campanella?


Anche quest’anno, come ogni anno, alle 16.20 è suonata l’ultima campanella. Quella che non solo ha messo un punto a questo, assai impegnativo, anno scolastico ma ha anche, inesorabilmente, decretato la fine di un’era, quella di Francesco all’Angelo Mauri.

Non posso dire che sia stato un quinquennio scolasticamente facile. A partire dalla delusione per non essere rientrati in nessuna delle due sezioni a metodo Montessori; le difficoltà e le incomprensioni con la maestra di italiano e il conseguente tourbillon di supplenti, terminato finalmente in IV elementare con l’arrivo della maestra di ruolo.   

Non sono stati facilissimi neanche i rapporti tra genitori ma, tutto sommato, abbiamo trovato sempre un modo per superare grandi e piccole divergenze perché, checché se ne dica, siamo stati un bel gruppo classe o, per lo meno, in questi anni ne ho visti di peggiori!

mercoledì 21 maggio 2014

Ansia da prestazione scolastica - io speriamo che sopravvivo


L’ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA, SOPRATTUTTO NELL’ADOLESCENZA, E’ SEMPRE DIETRO L’ANGOLO, e lo scopri la prima volta che uno dei tuoi figli venga chiamato a sostenere la sua prima prova importante. Altro che interrogazioni, verifiche, compiti in classe o le tanto odiate Prove Invalsi. La sola idea di doversi trovare a tu-per-tu con un estraneo; di avere appena 5 minuti per dimostrare tutto il proprio sapere, senza avere la più pallida idea delle domande alle quali dover dare una risposta (e per di più giusta), direi che siano motivi più che sufficienti a fargli salire un leggero stato di ansia.

L’ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA SI MANIFESTA COSI’, che te lo vedi vagare per casa senza meta, senza riuscire a stare seduto su una sedia per più di 25 secondi, incapace di mantenere la concentrazione su alcunché, neanche sull’oblò della lavatrice in funzione.
Lo osservi tormentarsi le mani, stringersele allo stomaco. Indovini uno a uno i suoi pensieri, primo fra tutti il desiderio che fosse già tutto finito, mentre il tuo cuore vorrebbe farlo magicamente tornare indietro, al tempo in cui tu eri tutto il suo mondo e ti trotterellava accanto agitando il suo sederotto fasciato in un paffuto pannolino, ignaro che un giorno avrebbe dovuto affrontare la sua prima vera prova senza di te.

mercoledì 26 giugno 2013

Ora è finito sul serio


Anche le ultime formalità sono state espletate, e ora è ufficiale: il primo ciclo scolastico è definitivamente finito sotto naftalina, nel cassetto dei ricordi d’infanzia. Quello che forse non apriremo mai più, ma senza il quale tutto il resto non avrebbe senso.

Ora è finito sul serio, e io mi sento devastata dentro.

Ma che c’entro io?

domenica 28 ottobre 2012

Prevenzione odontoiatrica nelle scuole




Poco meno di un mese fa, ero appena uscita di casa per andare a riprendere i figli a scuola, in ritardo come al solito e, mentre armeggiavo nella borsa alla ricerca delle chiavi della macchina perdute, mi squilla il cellulare. Momento meno opportuno il mio sconosciuto interlocutore non lo poteva proprio scegliere!

sabato 17 settembre 2011

Di scuole e di inserimenti (74 di 365)



In seguito ad una conversazione su FB, mia quotidiana fonte di ispirazione, mi sono trovata a riflettere sui miei sentimenti nei confronti della scuola in generale, e dell’inserimento alla scuola dell’infanzia, in particolare.

Lo ammetto, io ho la lacrima facile e, quando si tratta dei figli poi, sono sempre pronta a versarne a fiumi. Per il primo dentino, per il primo sorriso, per il primo passetto. Per non parlare della prima pipì in piedi!

Mi emoziona vederli crescere, vederli raggiungere i loro primi traguardi, le prime soddisfazioni e le prime delusioni.

giovedì 15 settembre 2011

Travasi (più o meno) montessoriani. Una lezione di vita (73 di 365)



Terzo giorno di inserimento. 

Questa mattina, durante la mezz’ora di compresenza genitori-figli, ho assistito a questa scena a dir poco irresistibile.

Una bimba “grande” aveva diligentemente preparato, sul suo tavolino, il vassoietto con la brocchetta d’acqua, la spugnetta e il bicchierino per giocare ai famosi travasi montessoriani.

Il “gioco” consiste nel travasare l’acqua dalla brocchetta al bicchierino e viceversa. La spugnetta serve per asciugare l’eventuale acqua versata sul vassoietto. 
Poi c’è la variante unvassoietto-dueciotoline-unaspugnetta, ma quella è un’altra storia.

venerdì 24 giugno 2011

Quattordici caselle (56 di 365)




Un intero anno racchiuso in quattordici caselle.

Quattordici caselle che raccontano di voi, delle vostre giornate; delle vostre scoperte e delle vostre conquiste.

Quattordici caselle che avete riempito voi, col vostro impegno, la vostra curiosità e la vostra fatica; con la fantasia e la creatività che vi contraddistingue da sempre; con le favole della buonanotte sostituite da Assiri-Babibolnesi e Rosa dei Venti, perché “mamma, domani c’è la verifica! Se rileggiamo prima di andare a letto sono sicuro che me la ricordo meglio!”.

Quattordici caselle in cui sono stati premiati il vostro lavoro e la vostra costanza.

Quattordici caselle davanti alle quali gli occhi si son fatti rossi e lucidi, al pensiero di questa nuova bandierina che avete piantato nel vostro cammino verso la conoscenza.

martedì 31 maggio 2011

Fame nervosa e bibitoni di camomilla (53 di 365)

Sono un paio d’ore che conto fino a 100 e continuerò così per le prossime tre.

Io lo so che il mio limite è l’assoluta mancanza di tatto e diplomazia, e invece per stasera mi servono dosi massicce di entrambi. Come faccio?

Oggi assemblea straordinaria in seconda elementare.

Parto prevenuta. Parto arrabbiata. Parto scoraggiata. Parto delusa.

E questo non è l’atteggiamento migliore per presentarsi al cospetto di coloro che sono preposti ad impartire una qualche istruzione ai nostri figli, lo so!

Perché l’unica alternativa ad un’insegnante priva di passione, incapace di coinvolgere ed interessare i suoi giovani alunni, concentrata solo a far rispettare i propri diritti deve essere una piena di idee ed iniziative ma devota all’antica pratica del “Mi sei simpatico, allora 10. Sei fastidioso, allora 5”?

Nella migliore delle ipotesi, una maestra equa ed equilibrata è destinata solo a pochi eletti.

In un sistema scolastico funzionante, invece, il 100% degli insegnanti sarebbe di serie A e i genitori avrebbero la libertà di esprimere le proprie opinioni/perplessità in un clima di serena collaborazione.

Ok! Ho finito di sognare. Torno con i piedi per terra…

Una cosa, però, me la domando praticamente da sempre. Gli insegnanti non dovrebbero imparare a valutare e a giudicare i loro alunni a prescindere dalle loro personali simpatie?
Altro che Platone, eh?

Ma io sono veramente convinta che nel 2011 maestri e professori (a qualsiasi livello) dovrebbero essere spinti dal sacro fuoco dell’insegnamento. Una vocazione in piena regola.
E invece ci ritroviamo a fronteggiare scaramucce e ripicche di bassa lega.

Se solo il Padreterno mi avesse dotata di tatto e diplomazia, stasera potrei esprimere, col candore che contraddistingue i diplomatici, la mia perplessità di fronte ad atteggiamenti sconsideratamente egoistici.

Come la chiamate, voi diplomatici, una persona che, noncurante del proprio ruolo sociale e professionale, pensi esclusivamente ai propri diritti e privilegi?

Come la chiamate, voi diplomatici, una persona che noncurante del proprio ruolo sociale e professionale, faccia il “bello e il cattivo tempo”, esercitando un “potere arbitrario”, nei confronti di individui ancora incapaci di discernere autonomamente il bianco dal nero? Se viene insegnato che il nero viene punito e il bianco è il giusto, come dovrebbe reagire un bambino “under 10” di fronte ad atteggiamenti incostanti e, per l’appunto, arbitrari?    

Adesso è necessario che io sgombri la mente e mi prepari psicologicamente all’incontro.

Ho fatto un'altra dozzina di “contatine” fino a 100 e ho pranzato con camomilla e fette biscottate. No, non è vero, non ho proprio pranzato, visto che ho lo stomaco chiuso, perdindirindina! 

martedì 12 aprile 2011

La scuola che vorrei (45 di 365)


Arrivo lunga, ma arrivo.

Neanche a farlo apposta, in questa giornata in cui, a blog unificati, si è parlato e ancora si parla della Scuola, il nostro calendario scolastico prevedeva le assemblee di classe. I due terzi dei miei figli frequentano la seconda e la terza elementare.

Una volta ancora, sono uscita da questi incontri con un profondo senso di amarezza, perché questa che stanno frequentando i miei figli, non è la Scuola che vorrei.

Ma la Scuola che vorrei non è neanche quella che ho avuto io…

Voglio una Scuola uguale per tutti. Non voglio dover andare in pellegrinaggio per gli Istituti del quartiere alla ricerca di quello migliore e, una volta trovato, esibirmi in danze propiziatorie per aggiudicarmi la sezione in cui insegnino i maestri o professori più qualificati.

Voglio una Scuola che non sia più fatiscente, che per restare in piedi conti solo sul lavoro fisico di insegnanti e genitori. Ridipingere le pareti delle aule deve essere un piacere e un progetto didattico, non una necessità e l'unica alternativa.

Voglio una Scuola in grado di fornire il materiale didattico e offrire validi percorsi educativi ai suoi allievi, in tutti gli istituti e in tutte le città.

Voglio una Scuola gratuita, perché la “cultura”, almeno quella proposta nella scuola dell’obbligo, 
deve essere per tutti. Non è gratuita una scuola che richieda il versamento di quote annuali, per poter proporre progetti esterni alle materie curricolari. Non è gratuita una scuola che richieda ai genitori di tassarsi ogni anno, col versamento di un fondo cassa, per poter effettuare gite o procurarsi il materiale didattico. Non è gratuita una scuola che chieda ai suoi alunni di portarsi la carta igienica da casa.

Voglio una Scuola che motivi i suoi insegnanti e li gratifichi, invece di mortificarli e umiliarli.
Ma allo stesso tempo voglio insegnanti responsabili che non antepongano i propri interessi personali e privati a quelli degli alunni.

E ancor più, voglio insegnanti per vocazione. Quelli che amano gli alunni perché amano trasmettere il loro sapere. Un alunno ignorante è il frutto di un insegnante che non ha saputo arrivare a lui. Mi vien fin troppo facile parafrasare la parabola del buon pastore e della pecorella smarrita.

Al momento mi sento fortunata perché ai miei figli sono capitate in sorte delle valide insegnanti ma, e a dirlo non sono solo io, si tratta di perle rare e mosche bianche. E allora voglio una Scuola in cui queste mosche bianche e perle rare diventino la regola.

Siamo fortunati anche perché la nostra è una scuola che tende a promuovere l’autonomia dei bambini con progetti degni di nota, di cui sicuramente tornerò a parlare. Ma non voglio più una Scuola che lasci ai singoli Istituti la libera iniziativa su progetti così importanti per il corretto sviluppo dei nostri figli.



Questo post aderisce all'iniziativa di Blogging su Scuola Italiana 12 Aprile 2011

giovedì 10 marzo 2011

Dove eravamo rimasti? (35 di 365)

In 5 giorni abbiamo partecipato a due feste di carnevale; ho passato una giornata decisamente “NO”; mi sono presa un virus gastrico; non è ancora arrivato nulla da Bentolandia (e questa cosa mi sta seccando non poco). In compenso però, ho ancora ‘7 anni!!!

Ma di tutto questo parleremo in articoli dedicati.

Un' altra cosa accaduta in questi 5 giorni è stata la pubblicazione della graduatoria provvisoria per la scuola dell’infanzia.

Anche se Briciola è stata ammessa, non so ancora se essere contenta per l’esito oppure no. Il fatto è che per una questione di punteggio, già molto basso in partenza, abbiamo accolto il suggerimento di iscriverla alla Casa dei Bambini sia per il Tempo Pieno sia per il Tempo Ridotto. Per la serie: basta che me la pijate!

E così è stato.

Briciolina è stata ammessa nella stessa scuola in cui i fratelli frequentano le classi elementari. Il punto però è che, allo stato attuale dei fatti, verrà inserita in una classe a tempo ridotto, ovvero uscita alle ore 13.00 e senza pranzare.

Un paio di mesi fa, l’idea che si potesse avverare un tal funesta ipotesi riusciva ad amareggiarmi per l’intera giornata. Ma oggi, tutto sommato, penso che sarebbe stato peggio vedermi rifiutata la domanda e dover continuare a portare i bambini in due scuole diverse.

Ovviamente l’uscita differita di 3 ore e mezza non aiuta affatto ma, punto numero uno da qui a settembre posso sempre sperare che qualcuno più alto in graduatoria che abbia ottenuto il posto al tempo pieno, rinunci, così noi rientriamo in gioco; punto numero due, nel peggiore dei casi, per quest’anno ci arrangiamo e l’anno prossimo avremo la precedenza nel caso di richiesta di cambiamento.

Qui finiscono i fatti e iniziano le riflessioni.

Non essendo parte del consiglio di circolo, ignoro quali siano state le motivazioni che abbiano spinto gli “addetti ai lavori” a stabilire i punteggi per le graduatorie.

Quest’anno io potrò riorganizzare il mio lavoro, il mio tempo, le mie giornate e far fronte a questo “piccolo” disagio. Ma non riesco certo a non pensare a quelle famiglie, in cui entrambi i genitori lavorano fuori casa, e che si sono visti i figli non ammessi alla scuola dell’infanzia, pur avendone altri frequentanti lo stesso istituto. Non posso non pensare a come questa stessa situazione, appena un anno fa, sarebbe stata per me assolutamente ingestibile.

E ancora una volta sono grata alla vita per la grande opportunità che mi ha dato.

mercoledì 23 febbraio 2011

I quadrimestre (29 di 365)

Ieri è stato il “pagelle day”… ma che emozione!

Si si, io mi emoziono ogni volta che ritiro le pagelle, perché non sono una mamma che va a colloquio dalle maestre tutte le settimane, né che si intrattiene tutti i pomeriggi fuori di scuola a parlare amabilmente con le insegnanti circa il rendimento della giornata. E vedere scritti, nero su bianco i risultati di tutti i loro sforzi bè, lo ammetto, è una gran bella soddisfazione.

Bellissimi i giudizi, bellissime le parole che le maestre hanno espresso durante il colloquio.

E io, che non riesco a dare mai nulla per scontato e, soprattutto, non mi accontento mai, al colloquio con le maestre non è che ho semplicemente detto “ma che bello!” oppure “ma che bravo!”. No. Ho iniziato a chiedere quando avrebbero insegnato ai bambini a scrivere i temi, o quando avrei visto i miei figli sedersi alla scrivania spontaneamente senza doverli minacciare con la cucchiarella.

E mentre ponevo queste intelligentissime domande (ricordo che ho un figlio in seconda e un altro in terza elementare), mi sono resa conto che i bambini stanno a scuola 8 ore. Forse quando tornano a casa hanno bisogno di un po’ di svago ed effettivamente, al foglio protocollo piegato a metà, manca ancora un po’ di tempo!

lunedì 7 febbraio 2011

TRAGRESCILIMAE (20 di 365)


Potrebbe suonare un po’ come Supercalifragilistichespiralidoso, ma in realtà questa è una parola magica che ha il suo perché!
Giovedì scorso, quella divina creatura che risponde al nome del mio primogenito è tornato a casa sventolando il quaderno di geografia, dicendo che doveva studiare per la verifica (ovvero interrogazione del venerdì). Sorvolerò sul fatto che questa verifica fosse stata annunciata dalla maestra già dal lunedì.
Con calma e pazienza abbiamo iniziato a studiare. Finché si è trattato di orientamento, di punti di riferimento, della bussola, e delle stelle, siamo andati lisci come l’olio perché erano tutti argomenti molto discorsivi e se c’è una cosa che non manca alla mia adorata creatura è proprio la parlantina.
I dolori sono iniziati quando siamo passati ai nomi da imparare a memoria. Vabbè, Grande Carro e Piccolo Carro si ricordano facilmente, così come l’associazione a Orsa Maggiore e Orsa Minore, e la conseguente osservazione “Mamma, ma che sono sti nomi che non c’entrano niente con la figura formata dalle stelle??”. Tale e quale a mamma sua! Quante soddisfazioni mi da’ sto figlio!
Io però non mi ricordo di aver studiato la Rosa dei Venti in terza elementare… Bè, io non mi ricordo di aver mai studiato la Rosa dei Venti. Punto. Ma io, quando si parla di geografia, non faccio testo.
Ad ogni modo, leggi e rileggi, non c’era verso che Tommy ricordasse i nomi dei venti senza un aiutino e, difficilmente, avrei avuto il permesso di entrare a scuola, per dargli l’aiutino durante l’interrogazione. Così l’intuizione della vita!
Mi sono ricordata in un lampo di aver letto qualcosa riguardo il metodo per ricordare le cose più improbabili, e per tenere così la mente allenata.    
Così TRAmontana, GREcale, SCIrocco, Libeccio e MAEstrale, sono diventati TRAGRESCILIMAE. Allo stesso modo, per associare i MEridiani alla LONgitudine e i PAralleli alla LATidudine, siamo ricorsi al MELONe e al PALATo.
Alla fine venerdì non c’è stata alcuna interrogazione, ma i venti ce li siamo imparati!
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