Colf di me stessa? Assolutamente no. Casalinga disperata? Forse. Per quanto non abbia ancora trovato la giusta definizione, resta il fatto che di casa mia me ne occupo io. Ma mica (solo) per una questione meramente economica, quanto piuttosto per un senile rifiuto a tollerare estranei che “manomettano” casa mia.
Oh be’, adesso non diciamo cose! Una colf
credo che, in linea teorica, piacerebbe a chiunque, e non son certo qui a farla
lunga come la storia della Volpe e l’uva,
ma che ci posso fare se mi prende una cosa
qui all’idea che qualcuno mi tocchi, mi sposti, mi rompa suppellettili e non solo? Perché
lo sanno tutti che come te le fai tu le
faccende… e come hai tu la cura e l’attenzione per le tue cose… E, ahimé, non parlo per teoria.
No, non
trovo particolarmente esaltante spolverare quadri e lustrare ninnoli,
figuriamoci lavare vetri e disincrostare docce ma, perché c’è sempre un ma, vivere in una casa pulita e ordinata ha un
suo gran bel perché, anche se poi mi ritrovo a combattere quotidianamente con
tre individui per i quali non c’è poi tutta questa differenza tra uno scaffale
e il pavimento.


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