Sono un paio di volte (per fortuna non consecutive) che Zolle mi sommerge di cosce, sovracosce e sottocosce di tacchinosauro (per le dimensioni, non per l’età del pennuto).
Belle grosse e polpose.
Lì per lì, quando mi sono arrivate, non avendo la più pallida idea di come cucinarle, le ho prontamente collocate in freezer. Più o meno dove il rumeno del parcheggio a ore mi ha piazzato la macchina, quella volta che non avevo specificato che sarei tornata dopo un’oretta. Fortuna che non mi ha fatto pagare il sovraprezzo per averlo costretto a giocare al tetris, per ridarmela.
Dicevo, i coscionisauri giacevano in freezer da qualche settimana e oggi m’è presa la fantasia di prepararli per cena o, a dirla tutta, l’intenzione era di decomprimere il congelatore.
Dopo una rapida, rapidissima ricerca su google “fusi di tacchino ricette”, che mi ha permesso di trovare l’ingrediente segreto, ho eseguito la ricetta rigorosamente a modo mio.
Per quanto non mi piaccia farlo, ho tirato fuori i fusi dal freezer e li ho lasciati ammorbidire a temperatura ambiente.
Dopo averli puliti da qualche piumetta rimasta attaccata, li ho messi in una ciotola con carote tagliate a rondelle e una cipolla, tagliata a tocchetti, qualche rametto di rosmarino, una manciata di timo, sale grosso, un filo d’olio e mezza bottiglia di birra chiara.
Ho lasciato marinare la carne per un paio d’ore.
Ho foderato il fondo di una teglia con la carta forno e vi ho trasferito la carne, le verdure e un po’ più della metà del liquido della marinatura.
Ho impostato il termostato del forno a 200°, e arrivato alla temperatura di 140° ho infornato, in modalità ventilato
Dopo un’oretta scarsa ho aggiunto le patate tagliate a tocchetti e ho lasciato cuocere un’ulteriore mezz’oretta. E infine una decina di minuti in modalità grill con lo sportello del forno semichiuso.
Una vera bontà...



