domenica 23 gennaio 2011

Nove anni di amore (13 di 365)


Nove anni fa hai fatto di me una mamma e da allora hai costellato la mia vita di “prime volte”, ma insieme abbiamo superato ogni prova importante con naturalezza e disinvoltura.

Mi hai insegnato che la vita non è bianco o nero, ma tu non ne hai ancora scoperto tutti i colori.

Mi hai insegnato ad accettare l’imprevisto come sfumatura di un programma perfettamente pianificato, ma guai a non rispettare con te la parola data.

Ogni volta che parlo con te, mi sorprendo di fronte a quante cose sai, e mi pare impossibile di avertene insegnate tante anche io.

Col tuo sguardo profondo e penetrante,coi tuoi silenzi più eloquenti di grandi discorsi, mi prendi per mano e mi guidi nel mio percorso di mamma; e se commetto degli errori, aspetti paziente che torni a camminare al tuo fianco.

Leggo nei tuoi occhi l’emozione di star diventando grande, tutte quelle volte che ti lascio fare qualche piccola commissione “da solo”.

Se penso che “solo ieri” ti tenevo tra le braccia e mi stavi quasi solo nel palmo della mano, mentre adesso se ti sdrai occupi tutto il divano.

Ma tu sei e resterai sempre il mio piccolo grande uomo.

Auguri Tesoro mio, con tutto l’amore della
mamma

giovedì 20 gennaio 2011

Ricordi (12 di 365)


Ieri mattina, dopo un incontro di lavoro, dal momento che ero in zona sono andata a trovare le mie ex colleghe e, già che c’ero, mi sono fermata a pranzo con loro.


Detta così, sembra che sia stata una decisione improvvisa, casuale ed estemporanea? Invece era tutto programmato e pianificato già da qualche giorno.


Ogni volta che imbocco quella traversa sull’Aurelia, e il grande edificio mi appare in tutta la sua imponenza, ancora mi sale una lieve emozione e mi sento una piccola stretta al cuore.

Non lo nego, avverto anche una punta di soddisfazione e una sorta di “rivalsa” ma, anche se nello spazio di un attimo, fa capolino la nostalgia
Non tanto per il lavoro che, tutto sommato non rivorrei indietro, quanto nostalgia delle persone; nostalgia del “fare gruppo” contro i mulini a vento; nostalgia delle chiacchiere e delle risate, anche se a volte amare.

Non potrei in nessun modo pensare di tornare indietro. Amo troppo questa nuova vita che mi è stato concesso di vivere. Neanche per un attimo mi ha sfiorato il sentimento del pentimento.

Però si, di loro spesso sento la mancanza e sarà forse questo il motivo per cui, di tanto in tanto, ogni scusa è per andare “lassù”, anche se in mensa non trovo né filetti in crosta né flan di cavolfiore.

mercoledì 19 gennaio 2011

Sono rimasta folgorata (11 di 365)



Stamattina ero in giro per sbrigare delle commissioni e, approdata al centro commerciale insieme a mia suocera per acquistare il regalo per Tommaso, li vedo lì tutti e 5 in bella mostra.

Allineati uno appresso all’altro, c’erano 5 letti con sopra altrettanti materassi. "E a questi chi gliel’ha detto che dovremmo cambiare il materasso?".

Non ho fatto in tempo a finire questo pensiero, che già ero a tu per tu con la signorina. Lei mi parlava e io continuavo a chiedermi “ma dove l’ho già vista? Perché mi pare un viso conosciuto?”. 

Tra un materasso e l’altro le ho chiesto se, per caso, anni fa avesse lavorato in un negozio di materassi Pirelli del mio ex quartiere. Dice di no.

Abbandonata l’idea di ritrovare nel cassetto della memoria il come-dove-quando io abbia incontrato la signorina, mi sono concentrata seriamente sui materassi. Lattice, Memory, Memory, Lattice. Alti, bassi, medi.

E poi ho visto lui. O meglio, me l’ha distrattamente presentato lei.

Prima mi ha proposto di testare un materasso in memory, descrivendone tutte le caratteristiche e le qualità, e poi ha fatto scivolare l’informazione “ad esempio quello là è in soia ed è biologico”.

Cioè, cioè, cioè? Io potrei un giorno dormire su un materasso biologico in soia?

E’ un materasso che alla “tecnologia” memory, unisce la soia, un materiale vegetale, ecologico, derivato da materie prime naturali e rinnovabili.

Devo saperne assolutamente di più e quindi ho prenotato l’appuntamento gratuito con il consulente, che verrà a casa nostra, ci illustrerà tutti i materassi prodotti dall’azienda etc etc. ci consiglierà quello più adatto a noi e ci racconterà le mirabilie del materasso in soia.

Mentre dettavo l’indirizzo alla simpatica signorina, che mi sembrava di conoscere, sorridendo mi ha informata di abitare nella mia zona e di aver lavorato per più di 15 anni nel laboratorio medico in cui io, negli ultimi 6 anni, ho effettuato analisi di ogni tipo (poche in realtà perché, ancora, sono sana come un pesce).

Dicevo io che mi sembrava di conoscerla!

lunedì 17 gennaio 2011

Un tranquillo week end… (10 di 365)


… di relax e di semi influenza.

In pratica mi sono resa conto che il week end è passato e io non ho portato a termine nessuno dei lavoretti che avevo deciso di fare con i miei figli. L’ho detto io che sono un disastro con i buoni propositi.

Ma non sono mica saltati i piani, sono solo rimandati a data da destinarsi. Si, perché per l’immediato futuro (leggasi prossimo week end), c’è la festa di compleanno di Tommy da organizzare e, tra l’influenza e la sua indecisione a -7 giorni dall’evento ancora dobbiamo capire che dobbiamo fare.
In più la prossima sarà una settimana intensa dal punto di vista lavorativo. E devo assolutamente trovare mezz’ora per fare la spesa… on line.

Si! La spesa io la faccio on line. Perché sono capace di farla solo alla Coop e, possibilmente, solo alla Coop vicino casa, perché è piccola, non è dispersiva e ormai sia i banchisti che le cassiere conoscono le mie pittoresche creature.

Pur avendo questo paradiso alimentare ad un passo da casa, perché la spesa la faccio on line? Innanzitutto perché il sopraindicato paradiso condivide la location (e l’annesso parcheggio) con la sede INPS e il Commissariato di zona e, ovviamente, una tavola calda.

Un altro motivo è che mi posso stilare tutte le liste del mondo, le più sintetiche e le più organizzate, ma io davanti agli scaffali mi imbambolo, perdo tempo, salto le corsie e mi tocca tornare indietro cento volte.

Tra l’altro, ora che ho risolto la spesa di frutta, verdura, uova e carne è veramente comodissimo acquistare tutto il resto (leggi le scorte pesanti, tra cui l’acqua) seduta sul divano e avere una persona che, senza particolare fatica (visto che è dotato di bravetta) mi scodella le mie buste direttamente in cucina.

Infine, devo dire che al supermercato, quando sono proprio brava, riesco a cavarmela in un’ora. Un’ora al supermercato? Per come la vedo io è follia pura.
Io un’ora la posso passare in un negozio di scarpe o in cartoleria, non al supermercato!

venerdì 14 gennaio 2011

La mia Piccola Donna cresce (9 di 365)


Ce l’ho qui davanti a me. E più lo guardo più mi si stringe il cuore per un’emozione che non è facile spiegare. 
Però c’è poco o niente da fare, lo devo compilare e consegnare martedì mattina… Ah bè, ma allora c’ho ancora un sacco di tempo!

No, lo compilo e me lo metto in borsa, così non rischio di perderlo o di dimenticarmene.

Chissà perché questa volta mi fa un così strano effetto. Eppure è la terza volta che lo presento, questo pezzo di carta, ormai dovrei saperlo “come vanno queste cose”.
Il fatto è che secondo me sotto sotto lo so che questa sarà l’ultima volta.

E come le altre volte, già ho l’ansia al pensiero che l’operazione possa non andare a buon fine. 

Ma io non sono quella che vede sempre il bicchiere mezzo pieno? 
E allora per adesso voglio solo vivere l’emozione che mi provoca il pensiero che a Settembre la mia cucciolina varcherà la soglia della scuola materna
E per adesso voglio sperare che non avremo problemi di “punteggio” e che, quindi, potrà frequentare la stessa scuola dei suoi fratelli, la Casa del Bambini Montessori del 115° Circolo.

Quindi compilo subito la domanda di iscrizione e do libero sfogo ai miei sogni e alle mie fantasie… e al punteggio ci penserò a giugno.

Già me li immagino tutti e tre, con le loro manine intrecciate, correre per il cortile ed oltrepassare insieme la vetrata della scuola. 

giovedì 13 gennaio 2011

Riflessa in uno specchio (8 di 365)


Fin dai tempi dell’infanzia, mi è stato sempre detto che io fossi la fotocopia fotocopiata di mio padre. Ma negli ultimi tempi, guardandomi allo specchio, vedo riflessa l’immagine di mia madre. Nei tratti somatici, nelle espressioni del viso, nei movimenti e nei gesti.

La cosa buffa però è che io 38 anni non me li sento (forse perché ancora non li ho?) però, non so come dire… per me, mia mamma a 38 anni era… era… “grande” e “seria”. Donna con la testa sulle spalle e di grande responsabilità alla quale, però, non ho mai riconosciuto una vita autonoma, “senza di me”. 
Non mi sono mai chiesta cosa facesse quando non fosse con me. 
Fondamentalmente era impossibile che facesse qualcosa quando non fosse con me.

E come spesso succede, di questa cosa ho iniziato a rendermene conto quando mi sono trovata “al suo posto”, nello specifico pochi giorni fa.

Avevo appena accompagnato i bambini a scuola, uno dei rarissimi giorni in cui non l’ha fatto mio marito e, tornando a casa, mi è venuto in mente che i miei figli avrebbero potuto chiedersi cosa facesse la mamma durante il giorno. Il pensiero immediatamente successivo è stato “Ma… cosa faceva mamma mia quando io ero a scuola?”.

Possibile che non gliel’abbia mai chiesto? O, possibile che stesse solo in casa a lavorare? Mia mamma era una libera professionista che lavorava in casa, una pioniera insomma! E a me sembra come se avessi seguito le sue orme anche in questo.

L’ho sempre avuta al mio fianco, lei c’è sempre stata. Ha sempre saputo accettare le mie stravaganze. Mi ha educata al dialogo e con il dialogo. Ma io non me la so immaginare in giro per negozi o a pranzo con qualche sua amica, mentre io me ne stavo chiusa nel mio grembiulino bianco ad imparare le poesie. Per contro, sono sicura che se ai suoi tempi internet fosse stato sviluppato come ora, sarebbe stata una blogger fenomenale.

Quando mi sono affacciata alle soglie dell’età adulta (adulta?) ha saputo smettere i panni della mamma-guida per vestire quelli della mamma-compagna. E a me, forse perché ero più grande e forse perché anche io iniziavo a gettare le basi della mia vita, non sembrò affatto strano che lei vivesse “a prescindere” da me… anche se, a pensarci bene, lei ha sempre vissuto per me.

Ricordo quando lavoravo all’Eur e dovevo prendere la metro la mattina presto. Lei, che avrebbe potuto tranquillamente rimanere in tuta a casa a lavorare, si vestiva ed usciva con me. Prendeva la metro con me. Arrivava all’Eur con me. Scendeva alla fermata con me. Mi salutava con un bacino e tornava indietro, a casa a lavorare.

Ai tempi della maternità, non iniziava la sua giornata senza prima avermi telefonato per sapere cosa avessi da fare, se potessi avere bisogno di lei. Dopo questa telefonata, organizzava la sua giornata lavorativa e non.

Questa mia nuova vita mi ha avvicinato ancora di più alla mia mamma… se ora mi guardo bene allo specchio, il mio contorno si avvicina ancora di più alla sua immagine che vi vedo riflessa.

martedì 11 gennaio 2011

Un giorno scopri che tuo figlio è un artista (7 di 365)


Sarà che io e l’arte figurativa non siamo mai andate particolarmente a braccetto.
Sarà che i figli son pezzi di cuore e quindi, agli occhi di mamma, qualsiasi scarabocchio l’è un capolavoro.
Sarà che…
Sarà quel che sarà, ma io resto sempre a bocca aperta di fronte alle creazioni di Francesco.

Lui è sempre stato un bambino “portato” per il disegno e la manualità, e la cosa che mi entusiasma enormemente è che stia dando libero sfogo al suo talento senza che alcuno di noi gli abbia insegnato nulla, io men che mai, ché una matita in mano la so tenere giusto per scrivere la lista della spesa.

Disegna, ricopia, crea. E io passerei le ore a guardarlo. A cercare di capire come gli vengano certe idee e, soprattutto, il modo per realizzarle.

Un pomeriggio è tornato da scuola dicendo che un suo compagno aveva un bellissimo libro di dinosauri che “si muovevano tutti”. E il giorno dopo aveva disegnato il suo dinosauro semimovente, praticando un’incisione trasversale, là dove avrebbe dovuto disegnare la bocca e l’occhio del dinosauro, dalla quale ha fatto passare una linguetta di carta rinforzata sulla quale aveva incollato la parte mancante della testa. Tirando la linguetta su e giù simulava l’apertura della bocca del dinosauro.

Ultimamente, invece, avevo portato a casa un barattolo di chiodini e cerniere di plastica, acquistato da Imaginarium. E’ un simpatico kit per assemblare e costruire oggetti con materiali di recupero
Nella confezione c’è anche il seghetto/punteruolo per tagliare il cartone e praticare il foro della dimensione adatta ai chiodini.

L’altra sera se ne stava tranquillo in camera sua, a fare i compiti pensavo io. Invece, l’inconfondibile rumore del seghetto di plastica mi ha rivelato che fosse in modalità creativa “on”. E deve aver contagiato anche il fratello perché, dopo una mezz’oretta sono usciti fuori entrambi sventolando orgogliosi il loro mini robot.

Ho proprio deciso che quest’anno mi farò insegnare da loro a fare i lavoretti creativi. 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...