Visualizzazione post con etichetta biologico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta biologico. Mostra tutti i post

giovedì 17 gennaio 2013

Zuppa di legumi a modo mio (e pure dietetica)



Quando la tabella della dieta prevede una bella minestra di legumi, la dietanda solerte e diligente apre la dispensa, afferra il pacchetto “zuppa di legumi misti e farro”, già pronta e ben dosata; il sedano, la carota, la cipolla e la patata; prepara un battuto, che farà leggermente tostare in una casseruola; verserà il contenuto del pacchetto nella casseruola; aggiungerà una congrua quantità d’acqua; e attenderà i 45 minuti della cottura.

Ma è risaputo che io sia tutt’altro che una dietanda solerte e diligente. Quindi niente pacchetto con la “zuppa di legumi misti e farro” ma, soprattutto niente sedano né patata.

domenica 30 gennaio 2011

La sfida verde (17 di 365)



All’inizio di quest’anno, La Repubblica ha pubblicato un articolo su una famiglia inglese, gli Strauss, che ha concluso il 2010 vincendo una bella sfida: racchiudere tutti i rifiuti di un intero anno in un solo sacchetto.

Proprio così. I rifiuti di un anno chiusi in un sacchetto.

Non è stata tanto la notizia in sé a destare il mio interesse, quanto il fatto che finalmente notizie di questo genere trovino spazio sui quotidiani (vabbè, io ho letto la versione on line, ma sempre quotidiano è).

Finalmente si parla di ecologia, di biologico, di ecocompatibilità, di ecosostenibilità.

E voglio partire proprio da qui.

Premetto che ancora non sono riuscita a “fare mia” la raccolta differenziata, perché non ci credo; perché non abbiamo ancora gli strumenti per farla “come si deve”; perché se ho un bustone di “platica pura” questo non passa per le fessurette dei cassonetti blu. Perché finché vedrò gettare la carta, negli appositi cassonetti, raccolta in buste di plastica, non potremo ancora parlare di raccolta differenziata.

E allora ho deciso di affrontare il problema a monte. Per cominciare ho dichiarato guerra agli imballaggi. Dove posso e quando posso, acquisto prodotti alla spina. Sono in continuo aumento i negozi che offrono il servizio di vendita sfusa di beni alimentari (e non solo) non deperibili. Inoltre, da anni prediligo i contenitori in vetro che, oltre ad essere molto più igienici, possono essere splendidamente riutilizzati e, qualora si rischiasse di venirne sommersi, si possono “veramente” differenziare!

I detersivi per la pulizia di casa, per le stoviglie e i panni, li acquisto in taniche da 5 lt, direttamente dal produttore. E’ vero. Così facendo favorisco il trasporto su gomma. Ma le taniche a noi durano mesi, e in più evito di attraversare la città per recarmi presso i rivenditori, contribuendo all’intasamento delle strade romane e all’inquinamento in città. Nonché posso impiegare il tempo il maniera più intelligente e costruttiva.

La spesa alimentare l’ho in gran parte risolta, ricevendo settimanalmente la cassetta di Zolle. La frutta e la verdura sono garbatamente sistemate all’interno della cassetta senza l’aggiunta di buste in plastica. Solo la carne, essendo conservata con il sottovuoto, presenta l’imballo in plastica. E’ possibile restituire le cassette in occasione della consegna settimanale ma, dal momento che sono realizzate in ottimo cartone molto resistente, trovo sempre il sistema di “recuperarle”.

Obiettivo 2011-2012 è riuscire a piazzare, da qualche parte, un bidone per il compostaggio per il nostro mini orto di montagna.

Strada facendo mi sono imbattuta (e l’ho fatta mia) nella chiavetta USB ECO DRIVE della Maxell, realizzata con involucro biodegradabile e confezionata con carta riciclata, un vero prodotto ECO-Friendly, no? Per non parlare dell’ultimo arrivato in casa nostra: il materasso in soia-memory (ma questo argomento merita un articolo a parte).

Le amiche mi prendono scherzosamente in giro (scherzosamente, vero??), dicendo che “le trovo tutte io”. Io penso, invece, che se si inizia a percorrere una strada come questa, si diventa più sensibili a “certe tematiche” e ci si accorge più naturalmente delle possibili alternative.

Ho imparato a non essere estremista ed intransigente. Però mi piace condividere con gli altri le mie “scoperte” e i miei esperimenti, anche se spesso questo implica occhiate e commenti di biasimo.

In conclusione, ne abbiamo di strada da fare ancora per arrivare ad un solo sacchetto di rifiuti all’anno e, probabilmente non riusciremo neanche mai nell’impresa (non fosse altro perché gli Strauss sono 3 e praticamente tutti adulti, mentre noi siamo 5 ancora in zona “infanzia”) ma sicuramente, possiamo fare molto per migliorare il nostro modo di vivere, di consumare e di generare rifiuti.

mercoledì 19 gennaio 2011

Sono rimasta folgorata (11 di 365)



Stamattina ero in giro per sbrigare delle commissioni e, approdata al centro commerciale insieme a mia suocera per acquistare il regalo per Tommaso, li vedo lì tutti e 5 in bella mostra.

Allineati uno appresso all’altro, c’erano 5 letti con sopra altrettanti materassi. "E a questi chi gliel’ha detto che dovremmo cambiare il materasso?".

Non ho fatto in tempo a finire questo pensiero, che già ero a tu per tu con la signorina. Lei mi parlava e io continuavo a chiedermi “ma dove l’ho già vista? Perché mi pare un viso conosciuto?”. 

Tra un materasso e l’altro le ho chiesto se, per caso, anni fa avesse lavorato in un negozio di materassi Pirelli del mio ex quartiere. Dice di no.

Abbandonata l’idea di ritrovare nel cassetto della memoria il come-dove-quando io abbia incontrato la signorina, mi sono concentrata seriamente sui materassi. Lattice, Memory, Memory, Lattice. Alti, bassi, medi.

E poi ho visto lui. O meglio, me l’ha distrattamente presentato lei.

Prima mi ha proposto di testare un materasso in memory, descrivendone tutte le caratteristiche e le qualità, e poi ha fatto scivolare l’informazione “ad esempio quello là è in soia ed è biologico”.

Cioè, cioè, cioè? Io potrei un giorno dormire su un materasso biologico in soia?

E’ un materasso che alla “tecnologia” memory, unisce la soia, un materiale vegetale, ecologico, derivato da materie prime naturali e rinnovabili.

Devo saperne assolutamente di più e quindi ho prenotato l’appuntamento gratuito con il consulente, che verrà a casa nostra, ci illustrerà tutti i materassi prodotti dall’azienda etc etc. ci consiglierà quello più adatto a noi e ci racconterà le mirabilie del materasso in soia.

Mentre dettavo l’indirizzo alla simpatica signorina, che mi sembrava di conoscere, sorridendo mi ha informata di abitare nella mia zona e di aver lavorato per più di 15 anni nel laboratorio medico in cui io, negli ultimi 6 anni, ho effettuato analisi di ogni tipo (poche in realtà perché, ancora, sono sana come un pesce).

Dicevo io che mi sembrava di conoscerla!

mercoledì 17 novembre 2010

Ho attivato Zolle



Forse dovrei iniziare il racconto della mia “nuova vita” dal principio e non dalla fine, ma tant’è!

Tanto, che io sia progressivamente passata alla versione bio-ecologica della vita, è ormai di pubblico dominio.

E allora, la mia ultima iniziativa è stata quella di recuperare dall’archivio delle mail della “vita di prima”, quella che mi inviò una collega, invitandomi a valutare il servizio di spesa di Zolle.

Il sito l’avevo già girato in lungo e in largo nel corso di questo ultimo paio di anni, ma solo una decina di giorni fa mi sono decisa a contattarli e provare il loro servizio.
E’ bastato comunicare quanti fossimo in famiglia e, quindi, scegliere il “formato” della zolla (ovvero della cassetta) desiderata. Una volta a settimana si riceve l’elenco dei prodotti che si possono aggiungere alla zolla di base, in consegna per la settimana successiva.

Che dire? E’ stata veramente una scoperta formidabile. E non solo per la gentilezza, la cortesia e la disponibilità delle persone con cui ho parlato per attivare il servizio.  

Uno dei motivi che mi ha spinto a provare Zolle, è che non ho dovuto costituire un Gruppo di Acquisto fisso, insieme ad altre 4 famiglie, con cui dividere settimanalmente 18 kg di patate. Ogni settimana arriva la mia cassetta, con le quantità di prodotti necessari a soddisfare i bisogni della mia famiglia.

Un’altra ragione è che attraverso Zolle posso portare in tavola i prodotti del Lazio cosa che, oltre ad accendere sentimenti campanilistici, mi permette di contribuire nel mio piccolo a rafforzare il mercato locale. E questo significa che, praticamente, faccio la spesa a km 0 (o quasi!)

Il giorno di consegna per la mia zona è il mercoledì. E mercoledì scorso, per la prima volta, mi è stata consegnata una cassetta piena di ogni ben di Dio. Tre varietà di frutta (mele, pere e arance); nove varietà di verdura (cicoria, spinaci, broccoletti siciliani, fagiolini, insalata, radicchio, carote, sedano, pomodori da insalata); un arrosto di vitellone e macinato (impacchettati sotto vuoto); 6 uova da agricoltura biologica; una vaschetta di primosale alla rucola. E nel pacco c’erano anche delle ricettine sfiziose da preparare con i prodotti inviati.

Qualche esempio?
  • Minestra con i broccoletti
  • Carne con i sedani
  • Torta di carote  
E poi, vogliamo dire che non sapere esattamente cosa mi verrà consegnato, rende esaltante fare la spesa con Zolle?

Ma a proposito, oggi è mercoledì!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...