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venerdì 23 settembre 2011

HOP! (76 di 365)



Mentre ero ancora al mare, a godere degli ultimissimi istanti di un’estate immensamente felice, mi sono casualmente imbattuta nella proposta di Jolanda di Fattoremamma: una collaborazione tra una trentina di mamme blogger e la Universal Pictures Italia.
Inutile dire che ho subito accettato, perché mi entusiasmava l’idea di poter vedere dei film con i miei figli, discuterne con loro, e al tempo stesso far parte di un progetto comune, il Mamma Blogger Club.

venerdì 11 marzo 2011

A Carnevale ogni scherzo vale (36 di 365)


Non so da cosa dipenda, ma io e il Carnevale abbiamo un rapporto molto conflittuale. Non amo le feste in maschera, né per adulti né per bambini. Non amo le stelle filanti né tantomeno i coriandoli che me li ritrovo dappertutto fino a pasquetta! Eppure, ogni anno, finisco per comprare la maschera ai bambini, rigorosamente all’ultimo minuto.

Il bello è che quest’anno, non solo mi sono messa in cerca delle maschere poco prima del martedì grasso, ma c’avevo pure le pretese!

La base di partenza era un vestitino da fatina che Babbo Natale aveva portato a Briciola. Da lì, l’idea geniale: perché non li vestiamo da Peter Pan, Trilli e Capitan Uncino? Mi sono arenata nella ricerca dell’uncino.

Fossi stata una ciapinatrice degna delle mie amiche blogger creative, i costumi li avrei creati io dal nulla… invece, siccome non sono neanche all’ABC dell’arte creativa, alla fine le maschere le abbiamo comprate (al Disney Store): Woody per Tommaso e Buzz Lightyear per Francesco.

Domenica, la prima festa di carnevale, preceduta da un pranzo da amici, con tanto di tavola decorata con coriandolini e maschere da viso per il pranzo. Mi è piaciuta così tanto questa trovata decorativa, che sono rimasta veramente senza parole!

Dopo una bella guerra di cerbottane (anzi! CERBOLLANE) e palline di carta pesta, vestiti i bambini, la mia amica ed io ci siamo tuffate in un mondo fantastico, popolato da clown, fatine, pirati e principesse.

E’ stato così bello vedere i bambini divertirsi spensierati, anche se dopo la “sfilata” mi sono sentita dire: “Guarda tu a 9 anni cosa mi tocca ancora fare!”

Martedì pomeriggio, festa del Martedì Grasso con tutti i bambini del Catechismo.

Ho portato solo Tommaso, perché Francesco era stato invitato a casa da un amichetto, e Briciola l’avevo lasciata strategicamente al nido.

Quanti bambini, quante maschere, quanta confusione! Però che allegria!

giovedì 30 dicembre 2010

Caro Babbo Natale…

… vorrei diventare ricca, famosa e soprattutto potente, per poter portare l’alta tecnologia su tutti i  cucuzzoli di tutte le montagne…
E siccome non sono né ricca, né famosa né tantomeno potente, di avere quassù ADSL, UMTS, 3G e compagnia non se ne parla proprio, quindi collegamenti diradati e, ahimé, niente foto. Così mi accontento di una connessione a manovella e di fare un bilancio della prima metà delle feste appena passata.
Siamo arrivati il 23 sera, dopo un viaggio tutto da dimenticare: 4 ore e 30 minuti per percorrere un’ottantina di chilometri. D’altra parte per Natale/Capodanno i giorni di ferie quelli sono, c’è poco da pianificare partenze intelligenti.
Ad ogni modo abbiamo conquistato la meta poco prima dell’ora di cena, trovando casa semigelata, per non so quale disguido con la caldaia. Giusto per dare un’idea, trovavo confortevole i 13° della temperatura esterna.
Dopo cena ci siamo dedicati all’Albero di Natale. Posso affermare con assoluta certezza che si tratti del più bell’albero di Natale degli ultimi 13 anni. Mammapapà ha messo solo le luci e il pungiglione, tutto il resto è opera loro.
Il Presepe quest’anno è assai simbolico, la capannina piccina picciò di mamma posta sulla mensola del camino.
Il 24, giorno di grandi preparativi, siamo scesi in paese per fare la spesa alla Coop e a ritirare il pesce ordinato per tempo… ecco si, perché io la pescheria di fiducia ce l’ho a 70 km da casa. Bè, l’importante è poter avere una pescheria di fiducia.
In paese oltre alla spesa ci siamo ricongiunti con i miei suoceri, che venivano da Roma.
Il pomeriggio lo abbiamo passato a preparare la cena.
Da qualche anno abbiamo deciso di ridimensionare molto il concetto di cenone della Vigilia. Ma nonostante i ridimensionamenti, è stato un gran bel cenone.
  • Gamberi in salsa rosa (salsa rosa home made da me medesima sottoscritta)
  • Spaghetti con le vongole
  • Spigole al forno con patate e padellata di gamberoni rossi
  • Purè di patate (Bimby made)
  • Insalata
  • Pandoro e torroni

Contrariamente a tutte le nostre previsioni, i bambini sono crollati poco dopo cena. Se non è un evento straordinario questo! E così, sotto una pioggia insistente e fastidiosa, Babbo Natale ha potuto scaricare le sue macchine oh pardon, la slitta!
E dopo aver fatto il suo dovere, anche lui ha avuto la sua ricompensa.
Io ho ricevuto una bellissima coppa di Murano, che i miei suoceri hanno preso direttamente in fabbrica; un meraviglioso termometro per ambienti Thun, a forma di casetta con tanto di cagnolino sulla porta, da parte di mio cognato; e lo strepitoso netbook dal quale sto scrivendo, da parte di  mio marito.
Stanco per le fatiche della giornata, e pure perché ha una certa età, Babbo Natale è andato a dormire alle 2.00, per essere poi svegliato alle 6.27 da due bimbi incontenibili.
Sentire le loro vocine eccitate; vedere i loro occhi raggianti; vederli impazienti, seduti sulla sedia, a contare i pacchetti e a leggere le etichette con i nomi (rigorosamente scritti con la sinistra, per non far riconoscere la grafia della mamma) mi ha fatto dimenticare in un baleno di aver dormito quattro ore scarse. 

lunedì 29 novembre 2010

Lanciamo una nuova moda?


Questa mattina, vestita di tutto punto davanti alla porta di casa, pronta per andare all’Asilo, la Briciola mi guarda ed esclama “IL CAPPELLO!”. Prendo dal suo armadietto (nuovo fiammante made in IKEA) il cappellino di lana viola con le stelline.


Ma la Briciola aveva un’altra idea di cappello. E’ corsa in bagno e dal termosifone ha preso la cuffia da piscina rossa dei fratelli che, in realtà, stamattina avevo usato per non bagnarle i capelli mentre le facevo la doccia.

Felice, raggiante e orgogliosa è uscita di casa con il suo personale baschetto sulla testa. Ed era pure carino, con quelle cuciture a vista.

La mia prima, istintiva e perbenista reazione sarebbe stata quella di dire “non si esce di casa con la cuffia della piscina. Sei ridicola”. Invece mi sono fermata un minuto a riflettere. Ridicola per chi? Non si esce con la cuffia, perché? Penso che a me non verrebbe mai in mente di andare a fare shopping con una cuffia da piscina sulla testa, ma perché avrei dovuto impedirlo a lei? Perché avrei dovuto tarpare le ali della sua fantasia? Verrà il tempo in cui dovrà, anche lei, conformarsi al vivere sociale, ma credo sia importante lasciarle costruire, nella sua memoria, un cantuccio in cui conservare i ricordi di tutte le volte che sia stata lasciata libera di esprimere se stessa

E stamattina non avrei potuto vedere in giro cappellino migliore del suo.

mercoledì 24 novembre 2010

Dispetto e Rispetto


Ieri mattina, mentre uscivo di casa per accompagnare i tutti i figli a scuola e asilo, i due grandi hanno iniziato a battibeccare tra loro e a farsi i dispetti.

Dal momento che non mi sembrava il modo migliore per iniziare la giornata, ho represso la Signorina Rottermaier che alberga in me e, anziché iniziare a minacciare punizioni e castighi, ho progressivamente portato i bambini a ragionare e riflettere con me:

  • Pur sapendo che ad "F" non piace sentir pronunciare una determinata frase, perché evocatrice di tristi ricordi (un palloncino volato in aria), "T" ha insistentemente ripetuto le 2 odiosissime e odiatissime paroline (nella fattispecie “Take away!”).
  • Ad ogni esclamazione, "F" emetteva un suono stridulo, a metà tra una sirena e un gatto, cosa che aveva iniziato a minare il mio sistema nervoso, sin dalle 8.00 del mattino.
  • Il susseguirsi ritmico e ciclico di queste due fasi è ciò che io ho definito dispetto, sia nei loro confronti (uno verso l’altro), sia nei miei (che ero costretta a sentirli litigare).

E siamo arrivati alla conclusione che un dispetto altro non è che una profonda mancanza di rispetto e che,  fondamentalmente, diverte solo chi lo fa e che non ci rende più simpatici o “fichi”, agli occhi degli altri, anzi!

E allora perché c’è quest’usanza, tanto diffusa anche tra gli adulti, di fare all’altro la cosa più sgradita, invece di adoperarci per il bene di tutti?
Non sono stata punta dal ragno della bontà e, men che mai, sono stata colpita dalla sindrome del Mulino Bianco però, visto? ormai, nell’immaginario collettivo l’educazione, il rispetto, la serenità e l’armonia sono diventati tutti concetti stereotipati di un modello negativo, dal quale scostarsi il più rapidamente possibile.

Ma ciò che ripeto sempre, quasi fossi un disco rotto è che, così come a far male qualcosa ci si impiega lo stesso tempo che a farla con accortezza e precisione, allo stesso modo rendere la vita difficile al prossimo ci tiene impegnati lo stesso tempo, anzi forse di più, che ad essere rispettosi delle esigenze altrui.

Giusto per rimanere in tema “stradale”, un esempio tra tutti è rappresentato da coloro che, non solo lasciano la macchina parcheggiata in doppia fila, ma addirittura in mezzo alla strada, senza constatare se abbiano lasciato libero il passaggio, o meno.
E non è anche quella una forma di dispetto a scapito del rispetto?

Mentre eravamo impegnati in queste riflessioni siamo arrivati a destinazione.
Ho fatto scendere “al volo” il bambini davanti a scuola, li ho visti varcare il cancello della scuola e dirigersi, fianco a fianco, verso le scale.

martedì 16 novembre 2010

Giveaway LIBRERIA TABATA su Mammafelice.IT

E’ la prima volta che posso condividere un giveaway non solo su Facebook. Sarò strana, ma questa cosa mi emoziona un sacco!

Ed eccolo qui il giveaway  promosso da Mammafelice. In palio ci sono dei bellissimi libri, adatti per i bambini di tutte le età (e anche per i loro genitori).

Partecipare  è semplicissimo (e se lo dico io potete crederci!), basta solo:
  • Lasciare UN commento al post di Mammafelice, indicando il titolo del libro preferito tra quelli proposti.
  • Iscriversi alla Fan Page della Libreria Tabata su Facebook
  • Registrarsi sul sito Libreria Tabata, per ricevere aggiornamenti su sconti e promozioni
  • Condividere il giveaway su blog, facebook, twitter
Il tutto entro lunedì 22 novembre.

In fondo al post di Mammafelice, verranno pubblicati i nomi dei vincitori/vincitrici
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