lunedì 10 gennaio 2011

Una riflessione…


Scusatemi, ma devo dirmi un paio di cose.

E’ vero che ti sei ufficialmente impegnata a scrivere un articolo ogni giorno, ma non devi assolutamente sacrificare la qualità di quanto scrivi a favore della quantità.

Io ti conosco, se ti assumi un impegno lo devi rispettare costi quel che costi. Ma stavolta non è così.

Se hai aperto questo blog, è stato perché ritenevi di avere delle cose da dire, e ti piaceva poter essere “ascoltata”. Se in poco più di due mesi le tue pagine sono state lette 2.958 volte è perché, evidentemente, c’è stato qualcuno che ha trovato interessante ciò che scrivevi, e cui faceva piacere starti ad “ascoltare”, e desidero che continui ad essere così.

Per cui, forse capiterà che un giorno non scriverai niente e un altro giorno, magari, pubblicherai due articoli (ho detto magari…). 
Se per scrivere un articolo non hai finito di documentarti, o ti sei dilungata troppo e vuoi fare una limatina qua e là, ti prenderai il tempo necessario per farlo e per offrirci un buon articolo, non una pagina scritta in fretta e furia per mantenere il contatore indietro solo di 3 giorni (visto che hai accolto la sfida con 3 giorni di ritardo).



Penso che tornerò spesso a leggere queste poche righe per ricordarmi perché esiste esperire esperando.

domenica 9 gennaio 2011

Uh come è difficile la ripresa…(6 di 365)

Quello che mi è piaciuto di più in questi giorni di festa è stato dormire e non sentire la sveglia, e quello che mi mancherà più di ogni altra cosa sarà ritrovarci e fare colazione tutti e 5 con molta, molta calma.

Ciò che fin d’ora so che sarà un’impresa complicatissima, sarà riportare Briciola a dei ritmi umanamente “normali”. Perché lei, essendo figlia mia, vivrebbe di notte per ronfare di giorno. Ed è ciò che ha fatto durante le ultime due settimane.

Ma è stato bellissimo anche questo…

Il guaio è che, mentre scrivo queste poche righe, lei è qui vicino a me intenta a fare uno show semimuto, e solo io so quanto sarà difficile svegliarla domani mattina. Però come faccio a mandarla via ora che mi sta riempiendo la faccia (e gli occhiali) di baci?

Ai miei due piccoli grandi ometti auguro un sereno rientro a scuola, anche se stasera Francesco ha dichiarato solennemente di non volerci tornare. Però poi l’ho visto serio serio, impegnato a sistemarsi lo zaino.

sabato 8 gennaio 2011

Desideri (5 di 365)


Ma com’è che quest’anno proprio non mi riesce di fissare i buoni propositi?
Forse perché per la prima volta da quando sono grande, mi sembra di avere veramente tutto l’anno (e quindi tutta la mia vita) da vivere giorno per giorno, senza lo scudo (o l’alibi) di una vita incasellata e preordinata. E scrivere i buoni propositi potrebbe limitare la mia fervida fantasia.

Per questo ho deciso di elencare i miei desideri, e non i miei obiettivi.

  • Vorrei una scorta di pazienza che possa durare per tutto il 2011;
  • Vorrei avere la forza di reinventarmi (e reinventarci) ogni giorno;
  • Vorrei riuscire a ridere di più, soprattutto di fronte agli n-mila imprevisti che, in una vita a 5 (di cui 3 minori), ho scoperto essere all’ordine del giorno;
  • Vorrei concretizzare tutto ciò ho in mente. Progetti da realizzare, idee cui dare forma, feste di compleanno indimenticabili da organizzare…
  • Vorrei riprendere in mano la macchina da cucire e il feltro, e qualsiasi altra cosa possa essere utile per passare del tempo “creativo” da sola o con i miei figli.
  • Vorrei imparare a liberarmi delle cose. O perché riesco a dare un valore affettivo a qualsiasi cosa, o perché “un giorno potrebbero tornare utili” io conservo tutto, e quando dico tutto intendo proprio tutto.
  • Vorrei fare almeno un viaggio. Visto che sono i miei desideri, il viaggio lo vorrei fare sui Fiordi Norvegesi a bordo di un postale.

L’ho trovato! Ho trovato l’unico prosito che mi voglio fissare: realizzare tutti i miei desideri, Fiordi compresi.

venerdì 7 gennaio 2011

… tutte le feste si porta via… (4 di 365)


Non ho ancora scritto i buoni propositi per il 2011, ormai già iniziato a pieno (quasi) ritmo.
Però mi andrebbe proprio di fare un bilancio, decisamente positivo, di queste feste ormai (quasi) finite.

Abbiamo trascorso i giorni tra la Vigilia di Natale e Capodanno sui cucuzzoli e, a parte la connessione veramente avvilente, e l’aver passato 24 ore su 24 con l’aspirapolvere in funzione, ce la siamo letteralmente spassata.

Babbo Natale si è veramente sbizzarrito stavolta… non gli sarà sembrato vero, per la prima volta, poter portare dei giochi “da grandi”. Giochi in scatola: tre giochi di Creativamente (Furto d'Autore, E' tutta un'altra Storia, Parolandia dei Piccoli. Insomma, tutti quelli di cui ho promesso da tempo di scrivere un articolo ad hoc) e un super quiz; libri: i classici (Il Richiamo della Foresta, Robinson Crusoe) e “pop up” sui cavalieri, sui dinosauri e sul sistema solare; giochi di esperimenti e scienze: l’Ecosistema, il sistema solare, il piccolo chimico; giochi di squadra: o meglio 4 squadre di subbuteo. E per finire un lettore per CD adatto ai bambini e una nave dei pirati. Ovviamente, non potevano mancare un bambolotto e il suo passeggino, il carrello della spesa, Teletubbies a gogo, un libro gioco in legno e un bellissimo gioco di origine tedesca, che Creativamente ha tradotto ed adattato per il mercato italiano.

La notte di Capodanno abbiamo visto un meraviglioso spettacolo di fuochi d’artificio tra i monti, e ci siamo abbondantemente rifatti di quello perso l’anno scorso, causa pioggia ininterrotta per ben 15 giorni.

giorni a Roma sono stati belli e rilassanti, anche se non ho fatto praticamente nessuna delle cose che mi ero prefissata. Ma ci siamo riposati. Siamo stati tra noi e con gli amici. Abbiamo completato la cameretta di Briciola, ed è arrivata la Befana, che è stata accolta e festeggiata con grande gioia ed entusiasmo. Anche se, ad onor del vero, stavolta abbiamo rischiato di far rimanere tutti i bimbi con la bocca asciutta, visto che non ne volevano sapere di addormentarsi e hanno costretto quella povera vecchierella a fare le ore piccole… Ma nonostante gli acciacchi e il sonno, ha portato dolci, caramelle e giochi per tutti! E pure la plastificatrice a freddo (questa me la devo proprio studiare) per la mamma/io.
Per la gioia dei bambini, di carbone ne ha portato pochino... D'altra parte non poteva mica svuotare tutto il camino del cucuzzolo!

E stasera, che restano ancora solo due giorni “di vacanza”, lo devo proprio dire che mi sono goduta in pieno queste feste con i miei bimbi, tanto che mi spiace proprio che lunedì ricominci il tran tran quotidiano.

Vorrà dire che mi consolerò con i saldi appena inziati…

giovedì 6 gennaio 2011

Dalla saletta alla cameretta (3 di 365)



Il 1° agosto 2007, quando scoprimmo che presto sarebbe venuto un altro bimbo a colorare le nostre giornate, dopo aver gioito, dopo aver riso, dopo aver pianto, dopo essere entrata in un totale stato di grazia, ho realizzato che prima o poi avrei dovuto cedergli la “mia” sala da pranzo.

Solo due anni fa dormivi in culla, tra le angoliere e le poltroncine di onna Chittana. Eri piccina, la culla era il tuo mondo. Poco ti importava se alle pareti ci fosse Winnie The Pooh o un quadro d’autore.

Poi è stata la volta del lettino che, con il suo legno sbiancato e il trenino degli orsetti non stonava affatto tra i mobili in noce.
Ma per quanto fosse una sistemazione provvisoria affatto disdicevole, man mano che diventavi sempre un po’ più grande, non ne volevi proprio sapere di giocare lì, men che mai mettertici a dormire.

Così, poco più di due mesi fa ho capitolato. Abbiamo portato in cantina le angoliere, il tavolo-consolle e i quadri “noiosi”, per far posto a disegni molto più allegri e rassicuranti. Per l’occasione, dalla cantina sono saltati miracolosamente fuori due quadretti dipinti da mia mamma. C’è stato un periodo in cui le piaceva molto trasferire su stoffa i disegni termo ricalcabili e poi, anziché ricamarli, li colorava con i colori per stoffa. Questi due li fece proprio per la cameretta di T&F

E anche il lettino con le sbarre se ne è andato in pensione, per far posto a quello “da grandi”, della Flexa (marca danese). Bello, largo, comodo e soprattutto semielevato. Soluzione ideale per chi, come noi, deve arredare una stanza piccolina e ha bisogno di recuperare tutto lo spazio possibile come “superficie di gioco”.
Armadio , tavolino, sedia, lampada e scaletta contenitore di legno sono rigorosamente made by IKEA.

Ci tengo a precisare che il 99% delle idee sulla disposizione e la sistemazione della cameretta la devo a due amiche veramente super, Elisa e Polepole

Il D-day era stato fissato per il 5 gennaio, così il pomeriggio del 4 lo abbiamo passato da IKEA a prendere le ultime 2 o 3 cosucce… Il piumino, i copri piumini, la lucciola per la notte e la lampada da tavolo rosa… bellissima(*)! Ha dei forellini e una speciale grata in materiale plastico non meglio identificato che previene ogni surriscaldamento.

L’unica nota dolente è stata la scampanellata della squadra di montatori con 25 minuti di anticipo. E anticipare di 25 minuti quando l’appuntamento era stato fissato per le 8 di mattina, non è una bella cosa

Che gioia vederti scegliere felice il copri piumino con i “coricini” e quello con i “fòri”… Che emozione vedere per la prima volta la mia saletta con i tuoi occhi. Della mia saletta non è rimasto più nulla, ora c’è la tua cameretta ed è immensamente più bello così!



(*) E pensare che per i primi ...ntacinque anni della mia vita io ho odiato, detestato il rosa… diciamo pure che il rosa non era proprio presente nella mia scala cromatica…

mercoledì 5 gennaio 2011

Mamma, com’è nato il Pupazzo di Neve? (2 di 365)

In questi giorni di festa appena trascorsi e, ahimé quasi finiti, oltre a preparare ininterrottamente colazioni-pranzi-cene, mi sono goduta le giornate con i miei figli. 
Si certo, tranne quegli n-mila momenti in cui mi hanno fatto perdere la pazienza…

E così, una mattina, mi hanno fatto questa domanda “Mamma, ma come è nato il Pupazzo di Neve?”. 
Lo confesso, ero nel traffico, era mattina ed ero già stanca, e la prima risposta che mi è venuta in mente è stata “Ma che ne so io!” e invece la voce mi si è strozzata su quel “Ma”… Se avessi concluso la frase, avrei perso un’occasione d’oro, quella di inventare e fantasticare con i miei bambini, e loro sarebbero inevitabilmente tornati a fare la lotta in macchina.

Così ho dirottato quel “Ma” in una storia fantastica, che raccontava di un bambino, tal Johan, che viveva al polo sud e di un bambino calabrese, al secolo Gennarino. Tra i due bambini, di cui si ignorano le circostanze del primo incontro, era nata una bella amicizia epistolare. E nelle sue lettere, Johan raccontava di come stesse provando a costruire un grande castello di neve. Nel leggere questa notizia, Gennarino scoppiò in una fragorosa risata e, presa carta e penna, prontamente rispose che i castelli si facevano con la sabbia, come faceva lui sul lungo mare, non con la neve!

Fu così che Johan, prese tutta la neve che aveva utilizzato per costruire il suo castello e l’ammucchiò in un canto del suo giardino, formando una palla abbastanza grande e tonda. Poi ammonticchiò la neve restante, formando una palla più piccola… quella strana figura che aveva, involontariamente creato, aveva un ché di familiare.
Sembrava un bambino, ma bambino non era; sembrava un uomo, ma uomo non era. Ecco cos’era: un Pupazzo di Neve.

Nelle loro lettere i bambini continuarono a scambiarsi idee su come rendere Pupazzo più bello e simpatico. Ed ecco che un giorno arrivò dalla Calabria un pacchetto con una carota e 4 bottoni “erano del vecchio cappotto del nonno” scrisse Gennarino, “speriamo che non si accorga che sono stato io a staccarli”.

E così ogni inverno Johan e Gennarino realizzano il loro Pupazzo Epistolare, e noi abbiamo passato i nostri 40 minuti in macchina senza innervosirci a causa del traffico natalizio.

martedì 4 gennaio 2011

Un post al giorno (1 di 365)

Mi trovavo ancora tra i cucuzzoli, quando il 1 gennaio lessi il post di Silbi su questo sfidante obiettivo: impegnarsi a scrivere un post al giorno per tutto il 2011.


In effetti questo obiettivo me l’ero già fissato al tempo della creazione del blog. 
Una delle prime domande che mi sono posta è stata proprio “sarò in grado di scrivere costantemente sul blog?” e, tutto sommato, mi sembra di aver iniziato abbastanza bene, no? Più o meno…

Il motivo per cui ho deciso lo stesso di raccogliere questa sfida, è proprio per rendere ufficiale il mio impegno, e spero proprio che vorrete incoraggiarmi con i vostri commenti.

Ovviamente anche voi potete partecipare. Leggete qui.
  • Basta che scriviate sul vostro blog un post simile a questo, in cui comunicate la vostra intenzione a partecipare
  • Iscrivetevi a Dailypost
  • Ricordatevi di taggare gli articoli con postaday2011 (e siii! c’è anche la versione “semplificata” postaweek2011)

Pronti partenza via!
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