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martedì 21 dicembre 2010

Quest'anno c'ero pure io...



Quest’anno, dal 4 a all’8 Dicembre, si è svolta qui a Roma la fiera del libro Più Libri Più Liberi.
E io ci sono andata… serve che dica con chi?? Tanto ormai si è capito che siamo Il Gatto e La Volpe del XXI secolo.

Ci siamo date uno dei nostri improbabili appuntamenti: ore 9.30 alla Stazione Termini sulla banchina della Metro B direzione Laurentina. Un ago nel pagliaio, a confronto, lo si sarebbe scorto ad occhio nudo.

Ma noi ci siamo trovate senza alcuna difficoltà, come sempre.

Salita la scalinata del Palazzo dei Congressi, come Alice nel Paese delle Meraviglie, ci siamo ritrovate in un mondo fantastico fatto di stand, di volti, di libri, di libri, di libri.

Abbiamo cercato di seguire un percorso logico, ma per più di un’ora non siamo riuscite a fare altro che vagare di sala in sala, fermandoci, stupendoci, sfogliando, leggendo.

Molti i libri per i bambini. Molti gli spunti sulle realtà multietniche e multireligiose. Favole classiche, favole di nuova generazione, libri illustrati e libri sonori.

Con mia grande soddisfazione, ho trovato anche tanti libri di informazione “alternativa”; sull’alimentazione biologica in alternativa a quella commerciale; sull’ambiente e sull’ecologia; sulle medicine che fanno ammalare. Potevo non tornare a casa carica di simili tesori? Appunto.

Bellissimo è stato scoprire lo spazio dedicato ai bimbi.

C’era l’angolo per la lettura libera, in cui erano stati sistemati dei cuscinoni a terra, su cui i bambini potevano intrattenersi, per tutto il tempo desiderato, sfogliando dei libri messi a loro disposizione.


C’era l’angolo per l’ascolto delle favole; c’era un grande tappeto per il gioco dell’oca; e c’era anche l’angolo per le presentazioni di libri per l’infanzia e l’adolescenza.
Ad ogni stand avremmo voluto fermarci a parlare, a chiedere, a scoprire. Con qualcuno siamo riusciti a farlo “al volo”, con altri più approfonditamente.

E’ stato così che abbiamo conosciuto Emanuele, il fondatore di Creativamente, con il quale siamo riuscite a realizzare una bella intervista/chiacchierata. Ma questo argomento merita un articolo a parte.

Sarà stata la stanchezza, sarà stata l’emozione e il grande interesse suscitato dalla “chiacchierata”, ma io ho completamente dimenticato di tirare fuori la macchina fotografica. Sicché, del nostro piacevolissimo incontro con Emanuele, rimangono solo le immagini scolpite nei nostri ricordi…

Avevamo il programma della giornata, ed avevamo segnato anche diversi incontri e presentazioni di libri cui prendere parte, ma le ore sembravano scivolare sotto le nostre dita e ci siamo ritrovate, senza neanche rendercene conto, all’ora X in cui dover rivestire i panni delle mamme coscienziose e lasciare quelli delle lettrici invasate. 

mercoledì 8 dicembre 2010

La mia gita in centro

Verso metà novembre, la mia amica Silvia ha pubblicato un post sul forum di mammafelice,  in cui chiedeva assistenza e supporto fotografico per un’intervista che avrebbe dovuto fare per Zebuk, ad una scrittrice americana, per la fine del mese.

Non so quale sia stato il sentimento che mi abbia spinta, ma ho risposto in un baleno all’appello. Anche questo fa parte della mia “nuova vita”, cogliere l’occasione. Non rinunciare più.

Così un venerdì mattina, lasciata la macchina al parcheggio della stazione della metropolitana, sono partita per la mia avventura. Perché per me, già l’idea di prendere i mezzi pubblici è un’avventura.

Sono arrivata quasi in orario (ho detto quasi!) all’appuntamento alla stazione Termini e… orrore!  Il luogo scelto per l’incontro, la libreria all’interno della Galleria Termini, è a due piani. A quale piano ci saremmo aspettate? Orrore due! La sera prima, Silvia ed io non abbiamo pensato a scambiarci i numeri di cellulare.

Nonostante tutto, ci siamo incontrate senza difficoltà alcuna.

La destinazione era Via di Santa Chiara, alle spalle del Pantheon. Quanto tempo che non arrivavo così in centro! Arrivate all’hotel in cui avrebbe avuto luogo l’intervista, l’atmosfera ha iniziato a caricarsi di un po’ d’ansia.


Silvia ha iniziato a raccontarmi chi fosse la scrittrice (Brunonia Berry) e quali libri avesse scritto (La lettrice bugiarda e La ragazza che rubava le stelle) e, alla fine, è arrivato il "nostro" turno. Si, perché erano interviste esclusive, ovvero un giornalista alla volta.

La Signora Barry si è rivelata immediatamente così gentile, disponibile e solare, che qualsiasi sentimento di “ansia da prestazione” è svanito all’istante.

Silvia è stata esemplare nello svolgimento dell’intervista, oserei quasi dire rilassata e divertita, e al tempo stesso molto professionale.

Al termine del lavoro, Silvia ed io, dopo aver rischiato di perderci tra le vie del centro, abbiamo festeggiato l’evento e suggellato il sodalizio davanti ad una mega insalatona e zeppoline con nutella.
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