La scuola è finita. Le pagelle le abbiamo (più o meno) ritirate; le feste di
classe le abbiamo organizzate; e ora siamo qui, come ogni anno, a porci a stessa domanda: per la promozione, regalo si o regalo no?
Mentre
cerchiamo di trovare, una volta per tutte, risposta a questo esistenziale
interrogativo, secondo solo a “Chi siamo,
da dove veniamo?” figlio Francesco, come suo fratello un anno prima
di lui, ha conquistato il tanto
ambito cellulare.
Per la cronaca si tratta di un piccolo smatphone che
comprammo l’autunno scorso per tamponare “un’emergenza” e, quasi
immediatamente, riposto in un cassetto in attesa che, anche per Francesco,
arrivasse il momento giusto.
Ma quand’è il momento
giusto? Come in
ogni aspetto che riguardi l’educazione dei figli, il concetto di giusto e sbagliato sono a dir poco
soggettivi. Noi abbiamo scelto di dotare i ragazzi di cellulare nel momento
in cui abbiamo ritenuto arrivato il
momento di allentare le briglie e iniziare a concedere loro una maggiore
libertà di movimento, il che ha coinciso con l’inizio della scuola media.
Ovviamente, impazienti ed eccitati, i ragazzi ci hanno implorati di anticipare
il momento alla fine della scuola elementare per poter restare in contatto con
i loro compagni…
