sabato 13 aprile 2013

Chi siamo, dove andiamo?




In questi ultimi giorni ho letto molti post su vari blog e ho scritto poco sui miei.

E riflettevo.

Come mai scrivo di meno, mentre le cose che avrei da dire sono sempre tantissime? Come mai mi ritrovo la cartella dei post per il blog invasa da ricette? Eppure non sono una fodblogger e nemmeno passo il tempo solo a cucinare, tanto più che (forse come divina punizione) è “partito” il piano cottura della cucina, con relativi due minuti di fuga di gas e annessa mia crisi di panico.

E riflettevo ancora

In questi giorni ho letto i post di chiusura di alcuni blog, fondamentalmente di mammeblogger che non si riconoscono più in questa definizione. Santi Numi! Io non mi ci sono mai riconosciuta, e ogni volta che affermavo la mia identità di “autrice di blog” a prescindere dal mio essere madre, venivo guardata come una specie di marziano. Ma tant’è. Il tempo mi ha dato ragione.
E continuavo a riflettere.

Siamo a metà aprile, ma in rete già impazzano post e tutorial sui lavoretti per la festa della mamma (che è un po’ come quando, in pieno inverno, nei negozi si trovano infradito e costumi da bagno). Gli unici lavoretti di cui io abbia mai parlato sono le creazioni artistiche di mio figlio Francesco, perché io sono l’antitesi della creatività. Ho la stessa abilità manuale di un pesce rosso, anche se ultimamente mi sto riscattando con l’uncinetto, ma da qui a definirmi creativa ce ne passa.

E continuavo a riflettere.

Non mi occupo di marketing e pubblicità, anche se è un mondo che mi attrae come un bambino è attratto dai bambolotti e li smonta per capire esattamente cosa ci sia dietro e come facciano a muovere gli occhi. Non ho mai scritto post sponsorizzati, ma siccome credo più al passaparola che alla pubblicità mi diverto a recensire prodotti e servizi che, purtroppo o per fortuna, finiscono per far parte della  nostra quotidianità

Allora, ricapitolando: foodblogger no, ma ho le bozze intasate di ricette e i miei cari non possono toccare cibo se, a) non abbiamo detto la preghierina e b) non ho scattato almeno una cinquantina di foto a portata (cosa che, ovviamente, fa di me una bimbaminkia); mammablogger no, anche se non passa post in cui non abbia menzionato almeno un paio di volte ciascun figlio (e ringraziando il Cielo, sono solo tre); craftyblogger no, anche se ho scritto perfino un post di spiegazione su come eseguire il punto wafer all’uncinetto; marketingblogger no, ma viva il passaparola!

Ma si può sapere chi sono? Possibile che sia arrivata anche io alla crisi di blogidentità? E quindi, finirò anche io col chiudere questo spazio? E’ un percorso segnato?

Chi siamo? Dove andiamo? Nel passato è la risposta… questi erano i versi che elegantemente declamavo all’inizio dello spettacolo sulla tragedia greca, una ventina  d’anni fa (si, al mio attivo ci sono pure due anni di scuola di teatro). Possibile che l’ancestrale domanda colpisca anche nell’era più social di sempre? Possibile che colpisca pure me, che 4 anni fa a malapena sapevo cosa fosse facebook e ignoravo l’utilità dei blog e il loro funzionamento?

E allora ho capito. Non riesco a incasellarmi in una sola categoria. E non è presunzione, ma ancora una volta le classificazioni mi vanno strette e il Casatiello è venuto di una bontà indescrivibile, la lasagna per domani è già pronta (anche se l’esperimento è stato rimandato alla prossima settimana, causa cedimento del piano cottura), i figli mi riempiono di gioia e soddisfazioni e sono già iniziati i preparativi per la Prima Comunione e ho pure avviato il lavoro per una nuova borsa in fettuccia!


5 commenti:

  1. potrei averlo scritto io sto post, certo non cosi' bene :P Anche io quando ho mille cose da scrivere ne scrivo mezza e questo è solo un esempio!
    Anche io non trovo una locazione ma non ho ansie in merito...nel senso che il blog rimane un hobby e alla fine lo scrivo solo quando ho davvero piacere e voglia di farlo e non avendo contratti con nessuno va bene cosi no? Ho un blog ancora da quando ero solo una ragazza in rete quindi mammablogger no! Amo creare ma devo ancora postare il coniglio mannaro di Pasqua fatto per caso da Ale, non amo cucinare...
    I nostri blog sono blog personali no? Nel senso che decidiamo noi personalmente con la nostra inclinazione che direzione dargli! :)

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  2. Io rido perché quando ho creato il blog l'ho chiamato Mammachetesta! perché da noi è un modo di dire che definisce sia persone intelligenti che distratte, due cose che credo mi calzino a pennello (e crepi la modestia!), ma pochi lo capiscono e pensano che il "mamma" sia legato all'essere mamma.
    Ormai ho rinunciato a farlo capire, mi tengo i miei cicli di cambiamento di tema del blog (attività coi bambini, fai da te, organizzazione...) e poi che gli altri pensino quel che vogliono. Cavalco l'onda e continuo a fare quel che mi pare :-D

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    1. Anche io avevo interpretato il "mammachetesta!" come dici tu (in genere io me lo autodico quando sono con la testa per aria e mi perdo i pezzi per strada!! ahhah)

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  3. Ah ma io mammachetesta l'avevo inteso giusto allora iesss! perchè anche da me si usa molto! "mammaektesta" (in dialetto:P)

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Se mi commenti, io sono contenta!

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