mercoledì 23 luglio 2014

Preparativi per la prima elementare: cosa serve?


Archiviata per sempre la scuola materna, mi sto preparando (non solo psicologicamente) a vivere il terzo giro di scuola elementare ma non ho alcuna intenzione di elencare (né per me né per voi, sventurati lettori delle mie peripezie, più mentali che fisiche, sulla “adolescengenitorialità) ciò che sia assolutamente fondamentale (o decisamente inutile) acquistare, per prepararsi al grande giorno.

Dopo 6 anni di onorato servizio prestato alla scuola primaria, e con un nuovo quinquennio davanti, sento di poter dispensare un consiglio spassionato: tenetevi alla larga da qualsivoglia centro commerciale, cartoleria o negozio specializzato, perché io lo so quanto sia difficile resistere alla tentazione di approfittare delle imperdibili offerte sui prodotti scolastici. Ancora me la ricordo la scorta di quadernoni a righe e a quadretti per la I elementare del primogenito… Peccato che fino all’Epifania i bambini abbiano utilizzato i quadernoni a quadretti grandi da 1 cm!

venerdì 18 luglio 2014

Ridere a crepapelle e #bacialautista


Fai giusto in tempo a tornare dalla vacanza al mare (e che vacanza! e che mare!) che ti ritrovi seduta a un tavolo di una delle più note bisteccherie di San Giovanni a Roma (il fatto che tu non l’avessi sentita nominare fino a quel momento è solo un trascurabilissimo dettaglio), in compagnia delle tue amiche romane. Quelle con cui non ti limiti a interagire virtualmente, 7 giorni su 7 su tutti i social possibili e immaginabili; quelle con cui la sola idea di trascorrere qualche ora ti mette l’allegria e il buonumore.

Così lunedì scorso, tra una lavatrice e un giro al supermercato (giusto per ripristinare il livello minimo della dispensa), mentre (tanto per cambiare) ero in macchina, sul cellulare hanno iniziato a trillare le notifiche di millemila messaggi. Che tentazione di afferrare il telefono, noncurante di es sere lanciata a 60kh/h sul viadotto che mi avrebbe riportata a casa. Invece ho saputo resistere perché una testa sulle spalle ce l’ho ancora, grazie a Dio. Ma non dirò che, scimmia come sono, abbia aspettato di aver sistemato tutta la spesa prima di leggere i messaggi sul telefono perché, tanto, non ci crederebbe nessuno. Infatti, ero ancora in ascensore e già prendevo accordi per la serata.

giovedì 26 giugno 2014

Che lavoro fai, mamma?


Un paio di settimane fa, sono stata in classe di Michela perché, per tradizione, i genitori dei bambini dell’ultimo anno della materna sono invitati a raccontare il loro lavoro.
Non avendo partecipato quando, ai tempi di Tommaso, lavoravo in Telecom Italia, figuriamoci se pensavo di propormi quest’anno, che ancora non ho deciso cosa fare da grande… Ma Michela, a differenza del fratello, ha talmente insistito che non ho avuto il coraggio di dirle di no.

E mo? Ho pensato… che lavoro faccio, io? Sarebbe stato facile parlare del mio lavoro ai tempi di Telecom Italia. Triste e grigio, ma facile. Già più complicato all’epoca di Bio’n’Happy, la società di produzione e vendita di pannolini lavabili e prodotti per l’infanzia che ho contribuito a creare ma di cui, già da un paio d’anni, non faccio più parte. Ma adesso? Adesso che non sono (e non mi sento) né carne né pesce, che lavoro faccio?!

Così, per prepararmi ad affrontare 25 microindividui, di età compresa tra i 3 e i 6 anni (più 3 che 6!), ho iniziato a riflettere alle mille parti in commedia che faccio quotidianamente, e mi sono soffermata su quella che mi piace e mi appassiona di più (No, non ci provate: la mamma non è un lavoro! Io non conosco una donna che farebbe la mamma per denaro!!).

lunedì 23 giugno 2014

Io, Dyson e le #sfidedysoniane



DYSON ANIMALPRO - Del Dyson DC62 animalpro ne avevo già parlato qualche tempo fa, ma quello che ancora non avevo detto (fondamentalmente perché non era ancora successo) è che lo staff di The Talking Village ha portato me (e altre blogger provenienti da ogni dove) in gita in quel di Milano, alla sede di Dyson Italia.

DYSON ITALIA - No, ahimé, non ho visitato la fabbrica dove tutte le cose prendono vita ma, direttamente dall’Inghilterra, è venuto per noi un ingegnere progettista che, con un entusiasmo a dir poco contagioso, ci ha raccontato con quanta cura e con quanta attenzione realizzino le loro macchine, lassù oltre Manica; quanti esperimenti, quanti tentativi e quante simulazioni siano necessari prima di poter avviare il processo della produzione. Nessuno di noi, ad esempio, sospettava che, avendo così tanto a cuore l’eliminazione di acari batteri e allergeni, in Dyson avessero un laboratorio interno, in cui questi microorganismi vengono allevati, nutriti, studiati e… ahiloro, aspirati!

mercoledì 18 giugno 2014

Dal ciuccio al cellulare


La scuola è finita. Le pagelle le abbiamo (più o meno) ritirate; le feste di classe le abbiamo organizzate; e ora siamo qui, come ogni anno, a porci a stessa domanda: per la promozione, regalo si o regalo no?

Mentre cerchiamo di trovare, una volta per tutte, risposta a questo esistenziale interrogativo, secondo solo a “Chi siamo, da dove veniamo?” figlio Francesco, come suo fratello un anno prima di lui, ha conquistato il tanto ambito cellulare. 
Per la cronaca si tratta di un piccolo smatphone che comprammo l’autunno scorso per tamponare “un’emergenza” e, quasi immediatamente, riposto in un cassetto in attesa che, anche per Francesco, arrivasse il momento giusto.

Ma quand’è il momento giusto? Come in ogni aspetto che riguardi l’educazione dei figli, il concetto di giusto e sbagliato sono a dir poco soggettivi. Noi abbiamo scelto di dotare i ragazzi di cellulare nel momento in cui abbiamo ritenuto arrivato il momento di allentare le briglie e iniziare a concedere loro una maggiore libertà di movimento, il che ha coinciso con l’inizio della scuola media. Ovviamente, impazienti ed eccitati, i ragazzi ci hanno implorati di anticipare il momento alla fine della scuola elementare per poter restare in contatto con i loro compagni…

venerdì 6 giugno 2014

Per chi suona la campanella?


Anche quest’anno, come ogni anno, alle 16.20 è suonata l’ultima campanella. Quella che non solo ha messo un punto a questo, assai impegnativo, anno scolastico ma ha anche, inesorabilmente, decretato la fine di un’era, quella di Francesco all’Angelo Mauri.

Non posso dire che sia stato un quinquennio scolasticamente facile. A partire dalla delusione per non essere rientrati in nessuna delle due sezioni a metodo Montessori; le difficoltà e le incomprensioni con la maestra di italiano e il conseguente tourbillon di supplenti, terminato finalmente in IV elementare con l’arrivo della maestra di ruolo.   

Non sono stati facilissimi neanche i rapporti tra genitori ma, tutto sommato, abbiamo trovato sempre un modo per superare grandi e piccole divergenze perché, checché se ne dica, siamo stati un bel gruppo classe o, per lo meno, in questi anni ne ho visti di peggiori!

mercoledì 4 giugno 2014

Perché ieri ho fatto sterilizzare la nostra gatta



Fin da quel 25 novembre 2013 sapevo che sarebbe arrivato il giorno in cui avrei portato la nostra gatta (al secolo Mirtilla) dal veterinario per farla sterilizzare.

Da quando è con noi, Mirtilla (sempre la gatta) è andata in calore un paio di volte e, per quanto fosse piuttosto chiaro che la sterilizzazione s’avesse da fa’ per il suo bene, ho fissato, rimandato e annullato appuntamenti con tutti i veterinari del quartiere, perché ogni volta mi prendeva, prepotente, la tentazione di farle fare almeno una cucciolata. Al di là di ogni altra (più sensata) motivazione, il rifiuto categorico e tassativo da parte dei miei figli di dare in adozione anche solo uno degli eventuali, futuri micetti, ci ha decisamente fatti tornare con i piedi per terra.

Le altre (più sensate) motivazioni me le hanno suggerite alcune mie social amiche. Sì, io sono sempre quella che ha un gran daffare con l’amicizia virtuale, quella che qualcuno ancora si ostina a demonizzare e denigrare.

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